Disabilità e sviluppo: verso il Piano d’Azione

Prosegue il lavoro, avviato ormai da qualche tempo, del tavolo tecnico che dovrà portare al Piano d’Azione sulla Disabilità, da parte della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri, rendendo concrete le “Linee guida” elaborate insieme a numerose Associazioni, basate sulla Convenzione ONU. Nei giorni scorsi, la bozza del Piano è stata presentata a Roma

Giampiero Griffo

Giampiero Griffo è uno degli esponenti del mondo della disabilità che compongono il tavolo tecnico avviato nel 2011 presso il Ministero degli Esteri

È stata presentata nei giorni scorsi a Roma, presso il Ministero degli Esteri, la bozza del Piano d’Azione sulla Disabilità, frutto del lavoro del tavolo tecnico costituito nel 2011 – di cui avevamo ampiamente riferito a suo tempo – composto da rappresentanti dell’Unità Tecnica Centrale della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri e dalla RIDS, la Rete Italiana Disabilità e Sviluppo, voluta – sempre nel 2011 – dall’AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau), da DPI Italia (Disabled Peoples’ International), da EducAid e dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), per realizzare iniziative di informazione, formazione e consulenza in Italia e a livello internazionale.
Il Piano d’Azione di cui si è detto era stato previsto dalle Linee guida per l’introduzione della tematica della disabilità nell’ambito delle politiche e delle attività della cooperazione italiana, documento elaborato nel 2010 e riferito segnatamente alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, il cui articolo 32 è espressamente dedicato alla cooperazione internazionale e allo sviluppo. Accogliendo e adempiendo a quanto indicato dalla Convenzione, l’Italia ha realizzato quindi una sorta di mappatura delle iniziative promosse su questo tema dal 2000 al 2008 e i risultati di tale lavoro sono confluiti in un Rapporto del 2009, a sua volta analizzato da un gruppo di lavoro composto da esperti, rappresentanti delle Associazioni e delle Istituzioni, portando alle citate Linee guida.

L’incontro dei giorni scorsi – che ha registrato un’ampia partecipazione, specie da parte degli esponenti delle Associazioni e del mondo accademico – ha offerto molti spunti di riflessione anche grazie agli interventi introduttivi, riguardanti il tema di giornata e le attività che verranno sviluppate nei prossimi mesi, a cura di Pier Francesco Zazo, ministro plenipotenziario dei Consiglieri d’Ambasciata, capo dell’Unità Tecnica Centrale della Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo, di Mina Lomuscio, pure appartenente a quest’ultima struttura, di Leone Gianturco del Ministero per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione e di Giampiero Griffo, membro dell’Esecutivo Mondiale di DPI, uno dei “padri italiani” della Convenzione ONU.
Il Piano d’Azione – che ha come obiettivo una più efficace e coerente applicazione delle Linee guida, all’insegna del cosiddetto mainstreaming (le politiche della disabilità che letteralmente “confluiscono” in tutte le politiche più generali) – si va caratterizzando come un’iniziativa di partecipazione e condivisione, destinata a realizzare il principio-cardine del movimento delle persone con disabilità (“Nulla su di Noi, senza di Noi”), che in questo caso non riguarda solo queste ultime, bensì tutti coloro che sono portatori di interessi e di competenze (stakeholder) nell’àmbito trattato e approfondito dal documento.

Da segnalare infine che nel corso dell’incontro, sono stati costituiti quattro gruppi di lavoro, rispettivamente su Politiche e strategie, Progettazione inclusiva e formazione, Valorizzazione della società civile e delle imprese, Emergenza ed accessibilità. A quest’ultimo parteciperà tra l’altro anche il presidente della FISH Pietro Barbieri. (C.N. e S.B.)

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