Guardare con tatto: tutto nel segno del cinque

Ovvero cinque come i lati della struttura pentagonale che costituisce la Mole Vanvitelliana di Ancona, sede del Museo Tattile Statale Omero; cinque come le dita della mano, che servono per la “visione tattile”; e cinque come i sensi, tutti da mettere in azione, per fruire in modo totale delle sculture che comporranno la mostra “Guardare con il tatto”, la cui inaugurazione è in programma per il 18 gennaio nel capoluogo marchigiano

Giuliano Giuliano, "Sulla forma"

“Sulla forma” di Giuliano Giuliani sarà una delle sculture che comporranno la Mostra “Guardare con tatto”

Verrà inaugurata venerdì 18 gennaio (ore 18), al Museo Tattile Statale Omero di Ancona (Mole Vanvitelliana, Banchina Da Chio, 28), la mostra denominata Guardare con tatto, che rientra nella rassegna Infinitamente Salvi, volta a promuovere sul territorio regionale la ricca collezione di arte contemporanea raccolta in sessant’anni di attività del Premio Salvi, prestigioso evento del Comune di Sassoferrato (Ancona), che annualmente “espone in vetrina” opere di pittura, grafica, scultura, fotografia e altro ancora, “firmate” sia da grandi maestri dell’arte contemporanea, sia da giovani autori e da talenti emergenti.
La rassegna – affidata al Gruppo Mjras di Urbino, composto da Silvia Cuppini, Alice Devecchi, Roberto Bua e Joan Martos – si propone di reinterpretare le opere di tale collezione con uno sguardo contemporaneo e in sintonia con i luoghi prescelti, tra i quali appunto la Mole Vanvitelliana di Ancona, dove, nelle sale del Museo Omero, la mostra Guardare con tatto si comporrà di dieci sculture di autori contemporanei (Giuseppe Uncini, Edgardo Mannucci, Giancarlo Minen, Loreno Sguanci, Paolo Pompei, Umberto Peschi, Elio Cerbella, Marco Bettocchi, Valeriano Trubbiani, Giuliano Giuliani), presentate in relazione alla struttura pentagonale della Mole, ovvero al numero cinque, alle cinque dita della mano, ai cinque sensi.

Si tratta di un allestimento multisensoriale, pensato sia per le persone vedenti che non vedenti. «Le opere – come spiega l’architetto Roberto Bua – saranno disposte a coppie, sugli spigoli del pentagono, al fine di esaltare l’elemento della tattilità. Lo sguardo percorre la forma, mentre con il contatto si percepiscono altre qualità dell’oggetto: ruvido o liscio, freddo o caldo, compatto o traforato, vibrante o sordo, spigoloso o tondeggiante, sulla base dei diversi materiali usati dagli artisti: legno, metallo, pietra, ceramica. C’è uno sguardo che percorre l’oggetto, che ne percepisce le vibrazioni di luce e calore, che misura il suo rapporto con lo spazio, che lo accarezza: lo sguardo tattile ci ri-vela l’oggetto, lo rivela due volte, perché la conoscenza è nella totalità e non nella separazione».

L’iniziativa – promossa nell’àmbito del Progetto Happy Museum e Grand Tour Cultura 2012 -2013 Musei – Archivi – Biblioteche Marche: luoghi “comuni” della creatività – proporrà anche visite e laboratori didattici per le diverse fasce d’età, utilizzando testi letterari e documenti d’archivio, e riflettendo sul luogo – in questo caso la Mole Vanvitelliana e la sua forma – come veicolo di creatività. (M.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@museoomero.it.

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