Lo sport paralimpico non è assistenza al disabile

Lo ha dichiarato Gianni Scotti, dopo essere stato riconfermato presidente del CIP Emilia Romagna, una delle più vivaci componenti regionali del Comitato Italiano Paralimpico. Organizzazione e potenziamento del territorio, rafforzamento dei rapporti politici e istituzionali e un sempre maggiore impegno nel realizzare progetti e manifestazioni promozionali: questo il programma per i prossimi anni

Il confermato presidente del CIP Emilia Romagna Gianni Scotti, con il celebre atleta sudafricano Oscar Pistorius

Il confermato presidente del CIP Emilia Romagna Gianni Scotti, con il celebre atleta sudafricano Oscar Pistorius

Piacentino, già presidente dal 1999 della FISD Regionale (divenuta poi CIP), ma impegnato nell’attività paralimpica sin dalla metà degli Anni Ottanta, prima come atleta e poi come presidente della Società Sportiva GS Non Vedenti di Piacenza, Gianni Scotti è stato confermato fino al 2016 alla guida del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) Emilia Romagna – una delle componenti regionali più vivaci del CIP stesso.
Per l’occasione, è stata rinnovata anche la Giunta Regionale, composta ora da Consuelo Battistelli (rappresentante degli atleti), Chiara Sergenti (rappresentante dei tecnici), Maria Letizia Grasso (rappresentante delle discipline sportive paralimpiche), Loris Antonio Burgio, Fabrizio Lambertini, Antonio Fenu, Vittorio Gnesini e Roberto Realdini (rappresentanti Federazioni Sportive Paralimpiche).

«Ciò per cui l’Emilia Romagna si è distinta nell’ultimo quadriennio – ha dichiarato il confermato Presidente – è l’inserimento delle varie discipline nelle Federazioni competenti e l’intensa attività progettuale. Dal Progetto Scuola Sport Integrazione, la nostra punta di diamante, fino alle iniziative all’interno dei Centri di Riabilitazione e di Unità Spinale, ad esempio al Centro di Riabilitazione Montecatone di Imola (Bologna) e all’interno del Centro Protesi INAIL di Vigorso di Budrio e (Bologna), oltreché con l’INAIL Regionale. Grande è stato poi lo sforzo di presenza capillare sul territorio, attuato con l’apertura degli sportelli informativi in quasi tutte le Sedi Provinciali INAIL. Infine, molta attenzione è stata rivolta alla divulgazione delle attività paralimpiche, con l’organizzazione delle Giornate Nazionali dello Sport Paralimpico e la partecipazione a fiere e manifestazioni».
Guardando poi al futuro, Scotti ha parlato di un lavoro «assai impegnativo», su diversi fronti, che ha elencato così: «Organizzazione e potenziamento del territorio, con la costituzione di Gruppi di Lavoro Provinciali e la sensibilizzazione delle Società Sportive, perché attivino al loro interno un settore paralimpico; rafforzamento dei rapporti politici e istituzionali, a partire dal Protocollo siglato con gli Assessorati Regionali allo Sport e alla Sanità, tentando di coinvolgere anche quelli alla Pubblica Istruzione, al Turismo e alle Politiche Sociali; un sempre maggiore impegno nella realizzazione di progetti e manifestazioni promozionali, oltreché nella divulgazione dell’attività paralimpica, per portare sempre più ragazzi e persone con disabilità all’avviamento di una pratica sportiva». In tal senso, ha sottolineato, «il nuovo Progetto Scuola Paralympic Sport & Benessere 2.0, che realizziamo negli istituti secondari di primo e secondo grado, prevede già questo percorso. Dobbiamo altresì potenziare le collaborazioni con le ASL».
Citando poi ancora una volta il lavoro svolto nei Centri di Riabilitazione e Unità Spinale, sulla scorta di quanto fatto a Montecatone – ciò che si intende confermare e rafforzare – oltre alle fondamentali collaborazioni con la Direzione Regionale e con il Centro Protesi INAIL, Scotti ha proposto «la sottoscrizione di accordi con le Federcooperative, per inserire l’attività sportiva all’interno delle numerose Cooperative Sociali presenti sul nostro territorio e anche la promozione dell’attività paralimpica tramite l’organizzazione di manifestazioni e il potenziamento dei CASP (Centri di Avviamento allo Sport Paralimpico), in parallelo a un aumentato impegno nella divulgazione».

«Prendo spunto dai Giochi Paralimpici di Londra – ha concluso il presidente del CIP Emilia Romagna – sia per ringraziare tutti gli atleti emiliano-romagnoli che vi hanno partecipato, sia per far presente il messaggio che ci hanno inviato. In Gran Bretagna la disabilità è veramente considerata normalità. Per arrivare a questi risultati anche nel nostro Paese, dobbiamo insistere nel sensibilizzare le società sportive, facendo capir loro che lo sport paralimpico non è assistenza al disabile. E che il CIP dovrebbe essere il punto di riferimento per tutti i disabili che intendono avvicinarsi alla pratica sportiva». (I.F.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ciper.comunica@gmail.com.

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