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Sicilia: perché revocare il Garante della Disabilità?

Particolare di mano di persona in carrozzina che stringe la ruota«Avevamo salutato questa nomina con grande entusiasmo, sia per la persona sia perché l’Autorità Garante rappresentava uno strumento in più per la tutela dei diritti delle persone con disabilità, ma ora non capiamo le ragioni di questa decisione né dal punto di vista giuridico-amministrativo né da quello politico».
Scrivono così – ai principali esponenti istituzionali della Regione -, i rappresentanti del Coordinamento H per i Diritti delle Persone con Disabilità nella Regione Siciliana, della Fondazione Odigitria e delle componenti siciliane di Cittadinanzattiva, FLI (Federazione Logopedisti Italiani), AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e AIFI (Associazione Italiana Fisioterapisti), dopo avere appreso dell’avvio delle procedure di revoca, da parte dell’Assessore Regionale alla Famiglia, alle Politiche Sociali e al Lavoro, di Edoardo Barbarossa da Autorità Garante delle Persone con Disabilità, nomina avvenuta solo pochi mesi fa, come avevamo riferito anche nel nostro giornale.
Dopo avere poi ricordato di essere in attesa sin dal 3 dicembre, Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, di una convocazione da parte del Presidente della Regione e degli Assessori competenti per il settore, allo scopo di «presentare e discutere insieme il Manifesto Per i Diritti delle Persone con Fragilità in Sicilia», le Associazioni chiedono «che si realizzi l’ottica espressa in quello stesso documento, di “tradurre le idee in pratiche virtuose e i princìpi in esperienze» e che in quest’ottica «la scelta della Regione di istituire l’Autorità Garante per le Persone con Disabilità, ai sensi della Legge Regionale 47/12, nominando una persona condivisa dalla maggior parte del mondo associativo dell’area della disabilità, è un ulteriore e valido strumento per l’applicazione delle leggi e, soprattutto, per la tutela dei diritti delle persone con disabilità».
«In questo momento – prosegue la lettera – in cui si parla tanto di Società Civile, è opportuno che a questa ci si apra, ma che poi, soprattutto, si lavori insieme, per risolvere le istanze che da questo mondo provengono per tutelare i diritti delle persone più bisognose e per evitare che si faccia su questa solo un’enunciazione di principio fine a se stessa».
«In tal senso vogliamo dunque confermare – concludono le Associazioni – che Edoardo Barbarossa è una persona che viene dal nostro mondo e che ha un curriculum vitae che nasce dal sociale e per il sociale. Non vogliamo essere un vincolo, ma un’opportunità di crescita e di lavoro comune e per questo vi chiediamo di fare scelte che superino le vecchie logiche di appartenenza e di immobilismo».

Dal canto suo, il responsabile dell’Autorità Garante, oltre a diffidare l’Assessorato Regionale «dal procedere all’emissione di ogni provvedimento che mi impedisca il naturale espletamento delle funzioni affidatemi», ritenendo «totalmente illegittima la procedura di revoca avviata», ricorda in una nota che «in questi tre mesi mi sono sforzato di avviare prime iniziative sul fronte della tutela delle persone disabili in Sicilia, anche se la fatica più importante è stata quella di spiegare al Governatore che la nomina, lungi dall’essere collegata a contiguità politiche, è il frutto di una lunga lotta per far valere i diritti delle persone con disabilità in Sicilia, che ha attraversato gli ultimi dieci anni e che oggi si trova riassunta nel Manifesto per i diritti delle persone con fragilità, promosso da alcune delle più importanti organizzazioni siciliane e validato anche dalla FISH Nazionale (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap)».
«Hanno forse dato fastidio – chiede e si chiede poi Barbarossa – le prime iniziative da me poste in essere, nell’esclusivo interesse delle persone con disabilita e delle organizzazioni che le rappresentano, per sottolineare con garbo e con determinazione i soprusi in loro danno? Mi sorprenderebbe ciò, se messo in relazione con la grande sensibilità che il Presidente della Regione ha già verbalmente enunciato contro tutte le discriminazioni, al punto da avere accolto l’invito dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) e della FISH di organizzare in Sicilia una grande Conferenza sulla disabilita per favorire la piena applicazione della Convenzione ONU».
«O forse – continua il Garante – ha dato fastidio la mia attività di lobbing parlamentare per avere norme di programmazione e di finanziamento delle politiche in favore della disabilita? Avere annunciato che il Bilancio 2013 della Regione manterrà invariata la spesa sociale non è infatti una consolazione, se si parte dal presupposto corretto e inconfutabile che la spesa sociale attuale è assolutamente insufficiente a garantire l’esigibilità dei diritti delle persone più fragili. O forse ancora si vuole mantenere la “gestione della disabilita” in mano alle potentissime lobbies politico-affaristiche che neppure il precedente management sanitario e sociale ha scalfito e che, anzi, ha prosperato: dall’ospedalità alle case di cura, dalla riabilitazione alle cure domiciliari?».
«Credo pertanto – conclude Barbarossa – che le organizzazioni e le persone con disabilità debbano seriamente preoccuparsi di questa prospettiva, soprattutto se il Garante dovesse essere espressione di una parte e non realmente super partes».

Una situazione, quindi, realmente incresciosa, che seguiremo nei suoi sviluppi, con l’auspicio che possa risolversi al meglio, soprattutto nell’interesse delle persone con disabilità siciliane e delle loro famiglie. (S.B.)