Questo sistema non può sostituire il trasporto pubblico

È una delle obiezioni che hanno accolto il “Bus-Sharing”, il nuovo sistema romano di mobilità per le persone adulte con disabilità, presentato in questi giorni. Sia dal mondo sindacale che dal Consiglio Comunale, infatti, arrivano critiche al provvedimento, ritenuto «frettoloso», basato su «convenzioni non chiare» e in contrasto, appunto, con il principio di garantire a tutti un servizio di trasporto pubblico accessibile

Primo piano di persona in carrozzina in attesa di un autobusSi chiama Bus-Sharing (letteralmente “condivisione degli autobus”) ed è il nuovo sistema di mobilità per le persone adulte con disabilità, presentato in questi giorni a Roma dal vicesindaco Sveva Belviso e da Michele Colangelo, delegato del Sindaco alle Politiche per la Disabilità.
Come si può leggere nel sito del Comune capitolino, «il passaggio dalla vecchia “mobility card” al nuovo sistema, ha l’obiettivo di eliminare le liste d’attesa esistenti. Entro maggio il servizio potrà infatti soddisfare le richieste di 3.000 utenti, mentre oggi sono 1.500 i cittadini disabili che possono usufruirne, con altri 1.250 in lista d’attesa».
Tra le novità del Bus-Sharing – la cui gestione sarà verrà affidata alla Società Meditral, insieme all’Assessorato Comunale alle Politiche Sociali – viene segnalata l’istituzione di una «cabina di regìa in grado di organizzare una mappa delle persone che hanno bisogno del servizio e di programmare il tour dei mezzi messi a disposizione degli utenti. Il sistema informatico, oltre a localizzare le richieste degli utenti, consentirà di monitorare in tempo reale tutte le corse, sia su taxi che su pulmini. Le informazioni così raccolte consentiranno di usare lo stesso mezzo, fino a 8 persone, per utenti residenti in zone vicine e il sistema, così organizzato, potrà raggiungere tutte le zone di Roma, anche le più periferiche».
E ancora, viene annunciato anche l’allargamento del parco vetture, passando dai 3.600 taxi attualmente utilizzati a un totale di 5.000 vetture, mentre i pulmini da 80 diventeranno 100.
Detto infine del numero verde 800 033929, messo a disposizione degli utenti, per aiutarli a passare alla nuova modalità, un’ulteriore importante novità riguarderà il sistema di trasporto riservato alle persone autistiche – circa 300, quelle interessate – , che potranno usufruire di un servizio taxi della Cooperativa 3570 il quale consentirà anche il trasporto di un accompagnatore.

Novità sostanziali, di fronte alle quali, tuttavia – in attesa di capire quale sarà l’opinione delle associazioni di persone con disabilità e delle loro famiglie – non sono finora mancate le proteste, in particolare dal mondo sindacale e dallo stesso Consiglio Comunale.
Mentre infatti l’organizzazione Unica Taxi FILT CGIL, che tutela i tassisti, lamenta «un evidente danno verso l’economia già precaria del settore», causato da questa «decisione unilaterale di spostare la quasi totalità del servizio a un altro vettore (non pubblico), senza poi tenere conto del disagio che comporterà agli stessi disabili, ai quali necessita un trasporto personalizzato e capillare», per la CGIL di Roma e del Lazio, i rispettivi segretari Roberto Giordano  e Silvia Ioli, «pur ritenendo necessario l’efficientamento del servizio, al fine di abbattere le liste di attesa», intendono «ribadire la necessità di garantire la fruizione universale del servizio di trasporto pubblico locale a tutta l’utenza, come ribadito fra l’altro nella Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità» e dichiarano che «servizi come il Bus-Sharing non devono quindi essere considerati sostitutivi del trasporto pubblico locale, che va invece reso accessibile a chiunque grazie a un massiccio intervento di abbattimento delle barriere architettoniche».
Dal canto suo, Daniele Ozzimo, vicepresidente della Commissione Politiche Sociali del Consiglio Comunale di Roma, giudica il provvedimento «frettoloso, scritto male e in contrasto con il regolamento attualmente vigente, approvato con la Delibera di Consiglio Comunale 25/2004, tanto che non vengono definiti i criteri di accesso né tanto meno resi noti i contenuti delle convenzioni tra l’Amministrazione Comunale e le aziende affidatarie (taxi, pulmini e l’ennesimo call center)». «Non è chiaro – aggiunge ancora – chi dovrebbe realizzare il call center e il sistema di monitoraggio e controllo attraverso la geolocalizzazione, al fine di verificare l’effettiva erogazione del servizio».
«Per questi motivi – conclude Ozzimo – presenteremo un’interrogazione urgente al fine di fare chiarezza sulle procedure di affidamento, sulle convenzioni stipulate e relativi finanziamenti, sulle attività di controllo e sull’effettiva applicazione del servizio, al fine di salvaguardare il diritto alla mobilità di migliaia di persone disabili, già troppe volte mortificato da un servizio di trasporto collettivo totalmente inadeguato». (S.B.)

Ringraziamo Sandro Paramatti per le segnalazioni.

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