Arteterapia con “Il meraviglioso mago di Oz”

Verte infatti su questa celebre opera il laboratorio di arteterapia attualmente in corso, a cura della Fondazione ARCA (Autismo Relazione Culturale e Arte) di Senigallia (Ancona), organizzazione nata per legare in un progetto sociale e culturale due dimensioni solo apparentemente inconciliabili, come l’autismo e l’arte, cercando di rendere la condivisione un vero e proprio divertimento

Personaggi de "Il meraviglioso mago di Oz"

I personaggi del “Meraviglioso mago di Oz”

«Non siamo tutti uguali. E per fortuna. C’è chi è più socievole ed estroverso e chi meno. Alcuni, più di altri, delle volte hanno bisogno di qualche stimolo in più, o magari, solo di qualcosa di bello, colorato e vivace, per immergersi in una sintonia comunicativa»: è proprio questo ciò che la Fondazione ARCA (Autismo Relazione Cultura e Arte) di Senigallia (Ancona) promuove e porta avanti, come spiegano i suoi stessi responsabili, «partendo da un mondo ludico, ma non troppo, come quello dell’arteterapia, i cui laboratori conducono bambini speciali e non nel fantastico e libero mondo dell’espressione artistica, all’insegna di un modo per comunicare e mettersi in relazione con gli altri attraverso codici diversi da quelli ritenuti consueti, ma dal potere espressivo ben più diretto e potente, quello appunto dell’arte».

È del resto l’obiettivo fondamentale di ARCA, sin dalla sua fondazione, quello di legare in un progetto sociale e culturale due dimensioni solo apparentemente inconciliabili, come l’autismo e l’arte. A far parte dell’Associazione sono esclusivamente volontari, con varie competenze ed esperienze (medici, insegnanti, professionisti, operatori sociali, artisti e molti altri), che condividono il perseguimento della finalità principale, di arrecare benefìci alle persone con disabilità e con autismo.

Attualmente è in corso, fino al prossimo mese di maggio, un laboratorio di arteterapia basato sulla narrazione di alcuni dei brani più salienti del Meraviglioso mago di Oz, con i bambini coinvolti che vengono guidati alla scoperta dei materiali e della loro malleabilità di fronte all’espressione, il tutto condividendo con il gruppo non solo una storia narrata che unisce tutti in un viaggio fantastico, ma anche le differenti valenze e forme, che ogni colore o supporto riescono ad assumere a seconda di chi li padroneggia. Un semplice modo, quindi, che fa della condivisione un vero e proprio divertimento. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Laura Coppa, lauracoppa313@gmail.com.

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