Chi va in Parlamento deve conoscere meglio la disabilità

«Tutte le forze politiche – dichiarano FISH Piemonte (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e CPD di Torino (Consulta per le Persone in Difficoltà), dopo un incontro organizzato con i candidati piemontesi al Parlamento – devono approfondire la loro conoscenza della disabilità e definire con migliore dettaglio le soluzioni possibili, da condividere con le associazioni di persone con disabilità»

Realizzazione grafica con persone disabili e altre categorie di Cittadini (mamme con il passeggino, anziani ecc.)Dopo avere definito in un ampio documento inviato a tutte le forze politiche gli interventi normativi ritenuti prioritari per le persone con disabilità, la FISH Piemonte (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e la CPD di Torino (Consulta per le Persone in Difficoltà) hanno incontrato il 13 febbraio – come avevamo riferito nei giorni scorsi – i vari candidati piemontesi alle prossime elezioni politiche del 24 e 25 febbraio.
Al dibattito – coordinato dal giornalista Massimiliano Borgia – erano presenti Maria Grazia Balduino (Fare per Fermare il Declino), Marco Calgaro (Unione di Centro), Davide Cavallotto (Lega Nord), Monica Cerutti (Sinistra Ecologia e Libertà), Daniela Devirgili (Movimento 5 Stelle), Agostino Ghiglia (Fratelli d’Italia), Stefano Lepri (Partito Democratico), Davide Mosso (Monti per l’Italia) e Antonio Pappalardo (Rivoluzione Civile Ingroia), oltre ai rappresentanti di associazioni di persone con disabilità e delle loro famiglie, aderenti alle due organizzazioni promotrici.
Proprio a queste ultime cediamo la parola, per un ampio resoconto sull’evento.

Alla luce del documento e del materiale inviato in precedenza, i rappresentanti delle forze politiche sono stati invitati ad esprimere le loro opinioni. In breve sintesi, queste le posizioni evidenziate.
Il Movimento 5 Stelle ha ribadito il proprio stile di lavoro, caratterizzato dalla volontà di coinvolgere direttamente gli interessati nella definizione degli interventi che li interessano.
Nello specifico dei vari temi, per quanto riguarda le politiche sociali (e in particolare sul relativo Fondo Nazionale e su quello per la Non Autosufficienza), tutti hanno concordato sulla necessità di garantirne il rifinanziamento, pur con una serie di distinguo. Tutti d’accordo anche sulla necessità di definire i LIVEAS (Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali), allo scopo di garantire omogeneità alle prestazioni esigibili a livello nazionale.
Le differenze si sono invece evidenziate allorché si è affrontato il tema del come/dove reperire le risorse necessarie. In tal senso, il rappresentante della Lega Nord ha ribadito l’importanza della lotta ai “falsi invalidi”, che a suo parere può determinare il «recupero di fondi indebitamente “rubati” da fruitori illegittimi». Anche l’esponente di Fare per Fermare il Declino ha sostenuto che l’individuazione di “falsi invalidi” può consentire di trovare «risorse utilizzabili per la fornitura, ad esempio, di ausili ai “veri invalidi”». Il rappresentante di Fratelli d’Italia, poi, dopo avere rammentato che i fondi già destinati alle politiche sociali sono stati utilizzati per finanziare gli ammortizzatori locali, insieme a quelli del Centro, si è soffermato sulla necessità di «sburocratizzare e migliorare l’efficienza».
Dal Partito Democratico e da Rivoluzione Civile Ingroia, infine, si è sottolineato che i tagli alle risorse degli Enti Locali hanno determinato gravi ricadute sulla possibilità di garantire i servizi essenziali, ricordando anche l’opportunità di destinare diversamente i fondi impiegati per l’acquisto di materiali e forniture militari.

Su altre questioni, la Destra e il Centro hanno sostenuto e difeso le scelte dirette ad aumentare la disponibilità economica delle famiglie – proponendo ad esempio il “quoziente familiare” – per incrementare la possibilità di «acquistare i servizi/interventi ritenuti necessari».
Sul tema della non autosufficienza e sul cosiddetto “dopo di noi”, si sono soffermati invece soprattutto i rappresentanti della Sinistra, che hanno sostenuto la necessità di privilegiare gli interventi volti a garantire esperienze di autonomia e vita indipendente, ritenendo inoltre utile che il nuovo Parlamento definisca un “Piano per la Non Autosufficienza”.

Scuola, lavoro e mobilità: il primo tema è stato affrontato da pochi e in generale stigmatizzando il taglio delle risorse destinate al sostegno. Sul fronte del lavoro, è stata poi sottolineata l’insufficiente applicazione della Legge 68/99 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili) e la necessità di rendere più efficienti i Centri per l’Impiego, oltre alla volontà di garantire a ogni lavoratore «il giusto posto di lavoro». Di mobilità, invece, hanno parlato quasi tutti, declinando diversamente l’argomento, anche con specifici esempi: esperienze di studio per l’eliminazione delle barriere architettoniche realizzate con studenti; progressiva eliminazione delle barriere sui mezzi tranviari di Torino ecc. Dal canto suo, il rappresentante della coalizione di Sinistra si è soffermato sull’esigenza di individuare risorse specifiche, per consentire l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Successivamente le associazioni presenti hanno sollevato varie problematiche, qui di seguito elencate:
° barriere sensoriali, oltre che architettoniche;
° approvazione del Piano Nazionale sulla Disabilità [avvenuta, poi, quasi contemporaneamente all’incontro di Torino, N.d.R.];
° controlli dell’INPS per l’individuazione dei “falsi invalidi” estremamente costosi, a fronte di una loro discutibile efficacia. In realtà, le situazioni di illegalità sono state individuate dalla Guardia di Finanza;
° modifica del Titolo V della Costituzione, allo scopo di “defederalizzare” i diritti, nel senso che questi ultimi devono comunque essere garantiti con omogeneità a livello nazionale;
° confronto con le istanze delle associazioni;
° fondi destinati all’acquisto di armi e non a chi si trova in grave difficoltà;
° gravi ritardi di pagamento delle prestazioni erogate da cooperative sociali;
° Delibera del Comune di Torino [n. 01582/119, N.d.R.], che ha tagliato il servizio di trasporto mediante taxi, determinando risparmi di spesa, ma generando un grave arretramento nella qualità della vita delle persone che ne sono fruitrici;
° autorganizzazione delle persone con disabilità, garantendo forme di coordinamento inetrassociativo.

Conclusioni
Riteniamo che la nostra iniziativa sia essenzialmente servita a ribadire ai rappresentanti della politica il concetto per cui nulla può essere programmato/attivato su tematiche che interessano le persone con disabilità, senza coinvolgerle. Le associazioni che le rappresentano, infatti, sono portatrici di saperi ed esperienze assolutamente utili per chiunque voglia fare programmazione e chi verrà eletto in Parlamento – a qualsiasi forza politica appartenga – non potrà non tenerne conto.
Le risposte alle domande espresse nel nostro documento di convocazione sono state solo in parte esaustive o condivisibili, fatto per altro evidenziato dalla preoccupante limitazione di proposte sulle tematiche di nostro interesse, presenti nei programmi dei partiti e delle coalizioni.
Pur tenendo conto, quindi, delle innegabili differenze dei diversi programmi elettorali e delle diverse sensibilità e proposte, riteniamo che tutte le forze politiche debbano approfondire la conoscenza e definire con migliore dettaglio le soluzioni possibili, da condividere con le associazioni di persone con disabilità. Le organizzazioni di queste ultime, e in particolare la FISH e la CPD, vigileranno sul mantenimento delle indicazioni operative espresse nel corso dell’incontro del 13 febbraio.

Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap Piemonte e Consulta per le Persone in Difficoltà di Torino.

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