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La crescita culturale deve muoversi in due direzioni

Fasi della crescita di una piantinaDurante il convegno svoltosi a Caltanissetta il 14 febbraio scorso, promosso dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e dal Coordinamento H per i Diritti delle Persone con Disabilità nella Regione Siciliana, nell’àmbito del Progetto A difesa dei diritti: interventi di sostegno delle capacità di tutela dei diritti delle associazioni delle persone con disabilità, è emersa la necessità che per attuare concretamente – nello spirito e nella lettera – l’ampia, puntuale e precisa legislazione sull’area della disabilità e del sociale in genere, ci debba essere l’impegno da parte di tutti, per una crescita culturale della società.
Non si comprende, infatti, perché le vigenti normative che, se attuate, potrebbero consentire di offrire alle persone, e in particolar modo ai Cittadini con disabilità e fragilità, delle condizioni di vita migliori e con servizi di qualità, non vengano applicate, introducendo il sistema da esse voluto, che avvierebbe un processo tale da rendere le modalità sul territorio sempre più rispondenti alle esigenze delle persone.
La razionalizzazione degli interventi e delle risorse umane ed economiche è pertanto un principio base su cui si deve fondare il concetto che l’erogazione dei conseguenti servizi deve avere caratteristiche di efficacia ed efficienza, trasparenza, qualità ed economicità.

In questo quadro, forse, bisogna sottolineare che la mancata crescita culturale può essere, a volte – o spesso -, un alibi per non attuare a pieno le normative e per perpetuare quella carenza di una visione organica e globale dei problemi, che consente ancora l’emanazione e l’attuazione di provvedimenti settoriali, i quali favoriscono il permanere di “incrostazioni” formatesi nel tempo sul territorio e nei vari àmbiti, confliggendo con interessi collettivi e soprattutto entrando in competizione con la filosofia, la lettera e lo spirito delle normative stesse.
In sostanza, è indispensabile che dalla legislazione attuale nasca un programmazione coerente che consenta di avviare processi virtuosi i cui capisaldi siano, ad esempio, l’integrazione socio-sanitaria, o quella scolastica e così via.

E tuttavia, una complessiva scarsa crescita culturale esiste pure, sia nella terminologia che nell’organizzazione della Pubblica Amministrazione, la quale preferisce una superficiale “contabilità”, rispetto a un’efficace modalità di interventi. E ciò, anziché a reali risparmi, porta a un notevole esborso di denaro e a una minore efficienza nei servizi da erogare alla cittadinanza, non rispecchiando le normative vigenti.
Il primo esempio in tal senso riguarda proprio i docenti specializzati a sostegno dell’integrazione scolastica degli alunni con disabilità. I Tribunali Amministrativi Regionali (TAR), infatti, hanno emesso numerose Sentenze per le quali la Pubblica Amministrazione è stata condannata al risarcimento di mille euro, per ogni mese in cui il docente specializzato era stato assente, più, ovviamente, le spese di giudizio.
Queste cifre inducono alla riflessione poiché le stesse somme che lo Stato deve erogare in maniera forzosa avrebbero potuto essere impiegate a monte, offrendo – per altro secondo le normative – docenti specializzati fin dall’inizio dell’anno scolastico e a parità di spesa, anzi, forse, con qualche risparmio. Il tutto senza poi dover essere costretti a rimborsare o a resistere in un’azione giudiziaria, che appare in ogni caso come un controsenso in una società civile, che dovrebbe sempre tutelare e rispettare i diritti.
Un altro esempio per cui ci si adagia sulla ridotta o mancata crescita culturale è la vicenda di Oscar Pistorius, del quale gli organi di informazione – in queste settimane che lo hanno visto tristemente balzare agli onori della cronaca nera – parlano in termini di “campione paralimpico”, creando addirittura confusione con le parole “campione paralitico”, espressione anacronistica che ci riporta indietro di decenni.
Sarebbe invece ben più corretto parlare di Pistorius semplicemente come di un campione dello sport che per la sua disabilità ha affrontato le diverse specialità dell’atletica leggera in cui si è cimentato, nell’àmbito delle manifestazioni dedicate alle discipline paralimpiche. Proprio su questo filone – ad esempio – «Il Giornale di Sicilia», dando la notizia di alcuni spazi che l’Amministrazione Comunale di Palermo vuole mettere a disposizione dei ragazzi con disabilità, per praticare dello sport, ha scritto di «sport paralitici»!…

Il substrato di crescita culturale, insomma, si deve creare in due direzioni: la prima riguarda sicuramente la possibilità di avere una visione organica e globale della collettività, che traini l’attuazione e la piena comprensione dell’attuale legislazione, per una coerente e omogenea programmazione sul territorio, dei servizi e dei sostegni da offrire ai Cittadini, soprattutto a quelli con maggior fragilità. La seconda riguarda invece una maggiore attenzione, ricerca e comprensione nella terminologia usata e negli accertamenti quotidiani che devono anch’essi crescere, adeguandosi ai tempi e alle esperienze già vissute.

Responsabile del Coordinamento H per i Diritti delle Persone con Disabilità nella Regione Siciliana ONLUS.