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Sindrome di Down: la lunga strada per arrivare al lavoro

Persona con sindrome di Down timbra il cartellinoHanno tra i 20 e i 40 anni, si occupano di ristorazione, mansioni di segreteria presso aziende private o come impiegati nell’amministrazioni in ASL e ospedali. Lavorano anche come manovali o come operai in fabbrica, come assistenti in asili nido o in biblioteca. La maggior parte di loro ha un contratto di lavoro part-time a tempo indeterminato. Qualcuno lavora nelle cooperative sociali.
È questo l’identikit delle persone con sindrome di Down inserite nel mondo del lavoro, dopo periodi di tirocini e stage.

Il tema del lavoro, lanciato a livello mondiale in occasione dell’ottava Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down, che si celebra oggi, 21 marzo, è uno dei campi di attività principali dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), che al 2010 (ultimi dati disponibili) ha lavorato per promuovere l’inserimento lavorativo di circa ottanta persone con sindrome di Down a Roma e venticinque in altre città, ed è fortemente impegnata nella sensibilizzazione di aziende pubbliche e private e nel lavoro di collocamento mirato di molti giovani con sindrome di Down.
Secondo l’ultima indagine Sulla formazione e l’inserimento lavorativo delle persone con sindrome di Down (2009), condotta dal Coordown – la rete delle Associazioni Down cui anche l’AIPD aderisce -, su un campione di 1.297 maggiorenni con sindrome di Down, solo il 13% lavorava con regolare contratto, mentre il 18% era avviato in percorsi di tirocinio formativo (in particolare nel Centro-Nord).

Un risultato importante è stato raggiunto di recente da tre ragazze della Sezione AIPD di Roma, Benedetta Skofic, Chiara Manganozzi e Benedetta Menghini, che dopo avere svolto per anni tirocini in preparazione a un inserimento vero e proprio, recentemente hanno partecipato all’ultimo concorso messo a bando dal Comune di Roma per il settore amministrativo e hanno passato l’esame, aggiudicandosi il posto.
«Sono felicissima – racconta Benedetta Skofic – di essere passata a questo concorso. In una parte dell’esame si doveva anche fare un colloquio in inglese, ma me la sono cavata. Adesso lavoro in un asilo nido, ma la mia passione è la cucina. Sono stata aiuto cuoco in un ristorante a quattro stelle, pulivo il pesce, le patate, lo scalogno, è stata un’esperienza veramente bella».
Felice del risultato anche Chiara, che attualmente lavora alle Poste di Via Ostiense. «Mi occupo delle raccomandate, metto i timbri alle cartoline – spiega la venticinquenne Chiara -, sono qui dalle 8.30 alle 13.30 ed è un lavoro che mi piace».
Benedetta Menghini, di 24 anni, lavora invece da diverso tempo in un asilo nido: «Aiuto ad apparecchiare e sparecchiare, a imboccare i bambini, do una mano nelle pulizie, è un’occupazione che mi piace molto. Adesso vedremo cosa succederà quando inizierò questo nuovo lavoro al Comune di Roma».

Ufficio Stampa dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down).