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Le “più vulnerabili tra le vulnerabili”

Giovane donna con disabilità palestinese

Una giovane donna palestinese con disabilità, che vive nella Striscia di Gaza

Si chiama Include il nuovo progetto della ONLUS riminese EducAid (Cooperazione e aiuto internazionale in campo educativo), che dopo anni di impegno nei territori palestinesi di Gaza e in Cisgiordania, in àmbito educativo e psicosociale, con i minori più svantaggiati, intende ora cimentarsi in un programma volto a promuovere il benessere di una delle categorie più vulnerabili di tale contesto – le donne con disabilità – attraverso un approccio innovativo.
Sarà preziosa, in tal senso, la consulenza scientifica fornita dai formatori esperti della RIDS, la Rete Italiana Disabilità e Sviluppo, voluta, nel 2011, dalla stessa EducAid, insieme all’AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau), a DPI Italia (Disabled Peoples’ International) e alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), per realizzare iniziative di informazione, formazione e consulenza in Italia e a livello internazionale.
In coerenza, poi, con il motto del RIDS, secondo il quale «nessuna politica in materia di disabilità dev’essere realizzata senza la partecipazione diretta di soggetti disabili», tutti gli esperti che si recheranno a Gaza, saranno persone con una disabilità fisica o sensoriale, all’insegna di una sfida decisamente impegnativa, considerando quanto siano precarie le attuali condizioni di vita (e di accessibilità) in quei territori.

Nel dettaglio, Include metterà a disposizione un fondo di 100.000 euro, con il quale cui verranno da un lato finanziati progetti di micro-impresa proposti e realizzati da donne con disabilità e dall’altro concessi contributi per posti di lavoro all’interno di associazioni e società commerciali palestinesi. È prevista inoltre inoltre un’attività di ricerca cosiddetta “emancipatoria”, nell’àmbito della quale trenta donne con disabilità di Gaza – supportate da un “facilitatore” di EducAid-RIDS – approfondiranno con uno studio scientifico la propria condizione di vita.
Infine, verranno pubblicati dieci cortometraggi che testimonieranno altrettante storie di vita di donne con disabilità gazawi.
«Gaza – ha dichiarato Adriano Lostia, attuale rappresentante di EducAid in Palestina – vive una condizione di assedio drammatico e crescente da più di un decennio e le donne sono tra i soggetti più vulnerabili della società, tanto più se disabili. Con Include vogliamo proporre un approccio che le renda protagoniste, in grado di gestire e migliorare la propria condizione di vita. Vogliamo dar loro voce e cercare di renderle autonome economicamente».

Da ricordare, infine, che il progetto è cofinanziato dalla Commissione Europea e che ne sono partner associati la Regione Emilia Romagna e i Comuni di Rimini, Riccione e Ravenna. (S.B.)

Ringraziamo Riccardo Sirri, per le informazioni contenute nel testo pubblicato in «Rimini Social 2.0» e Simona Lancioni per la segnalazione.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@educaid.it.