Potrebbe lavorare come maestro di sci, e invece…

È diventato maestro di sci, grazie alla Federazione Sport Invernali di San Marino, e potrebbe essere il primo maestro italiano di monosci con disabilità, ma nel nostro Paese non può operare, perché la legge non glielo permette. E così, per far valere i propri diritti – ciò che gli consentirebbe anche di ritornare a lavorare e di non “pesare” più sullo Stato -, dovrà ricorrere alle vie legali

Mauro Bernardi

Mauro Bernardi in azione sul monosci

In Italia la differenza tra una vittoria e una sconfitta può essere semplicemente questione di carte bollate, come dimostra la storia di Mauro Bernardi, un ragazzo di Albino (Bergamo), che a causa di un incidente stradale è in sedia a rotelle e che potrebbe essere il primo maestro di monosci con disabilità in Italia, ma che non riesce a vedersi riconosciuta questa professionalità.
Quella di Mauro è solo una delle storie raccontate a Gitando.all, la fiera vicentina del turismo accessibile, tenutasi nei giorni scorsi, che ha fatto segnare ben trentamila visite, ma è anche quella che meglio consente di riflettere su come troppo spesso lo Stato faccia guerre inutili per tagliare pochi spiccioli al welfare e invece resti cieco alle possibilità d’impiego di chi, con una disabilità, ha saputo ricrearsi una vita.

Lascio allo stesso Mauro la parola: «Cadere, rialzarsi e poi correre più forte di prima – racconta – e detto da me, che sono in carrozzina, è molto efficace. È molto significativo se il cadere coincide con un incidente stradale che può spezzarti la vita, oltre alla colonna vertebrale. Se il rialzarsi è fatto di riabilitazione e fisioterapia, curricula rifiutati, un lavoro in un punto vendita di allestimenti e materiali per disabili, un posto come consigliere nell’Associazione Disabili Bergamaschi e tanti incontri nelle scuole sulla prevenzione degli incidenti stradali. Ed è ancora più significativo se il correre più forte di prima significa realizzare un sogno che da normodotati non si riusciva a conseguire [quello appunto di diventare maestro di sci per disabili, N.d.R.]».
«Mi sono avvicinato al monosci – continua Mauro – per merito della Scuola Sci Colere Polzone (Bergamo) e dell’istruttore di sci alpino Stefano Belingheri. Nel giugno del 2011 ho superato la selezione per accedere al primo corso di formazione professionale per maestri di sci disabili, promosso dalla Snowsports Academy San Marino. Ora sono pronto a far conoscere a tutti questo bellissimo progetto, chiamato Scie di Passione Everywhere [dal nome dell’Associazione Scie di Passione di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, N.d.R.]».

Mauro ha superato quindi il corso di 850 ore e le varie prove, ma lo ha dovuto fare sotto l’egida della Federazione Sport Invernali di San Marino, che ha la possibilità di formare maestri di sci anche per l’Italia, per via di accordi internazionali sottoscritti tra i due Stati. La Federazione Sanmarinese, infatti, ha preparato in questi anni un protocollo per la formazione dei maestri di sci con disabilità. Ma Mauro non può operare in Italia, dove per legge (Legge 81/91, Legge-quadro per la professione di maestro di sci e ulteriori disposizioni in materia di ordinamento della professione di guida alpina), è necessario un «certificato di sana e robusta costituzione», per conseguire il patentino di maestro di sci. Già quest’anno ha prestato la sua esperienza come consulente per diverse scuole di sci e ha affiancato maestri normodotati nell’insegnamento dello sci per disabili.
Ora Mauro sta cercando di farsi riconoscere il ruolo in Italia (e dovrà adire le vie legali contro lo Stato, essendo il limite di legge una discriminazione nei suoi confronti). Il che significherebbe anche ritornare a lavorare e non pesare sullo Stato con la pensione d’invalidità.
Nella sua battaglia, Mauro è spalleggiato da un gruppo molto unito di ragazzi che fanno parte della Scuola di Sci di Folgaria (Trento) e che fanno capo all’Associazione Scie di Passione. Questo gruppetto di persone ha deciso di trasformare il comprensorio di Folgaria in un luogo aperto allo sci per disabilità, tanto che quest’anno – accanto ai corsi di sci per persone con disabilità – ha individuato nove rifugi privi di barriere architettoniche, li ha dotati di carrozzine da tenere durante l’inverno e di cartellonistica ad hoc. Gli sciatori con disabilità, così, potranno lasciare il monosci e ristorarsi all’interno dei rifugi anche a metà giornata.

Il presente testo, qui riproposto con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, è stato pubblicato da “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it», con il titolo “Il diritto negato, Mauro non può (ancora) fare il maestro di sci”. Viene qui ripreso per gentile concessione dell’Autore e del blog.

Stampa questo articolo