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Apprendere o comprendere?

Ragazzo con la mano sulla testa, davanti a una lavagnaMentre in altra parte del giornale riferiamo dell’incontro dedicato alla sessualità e all’affettività, svoltosi solo qualche giorno fa, continuano “a tamburo battente” gli appuntamenti di Nati per Vincere? La disabilità fa cultura, quarta edizione della rassegna promossa a Carpi (Modena), allo scopo di sensibilizzare sul tema della diversità, partendo dallo specifico àmbito della disabilità, per volontà delle associazioni locali Il Tesoro Nascosto (Associazione Genitori Figli con Disabilità) e ANMIC di Modena (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili), con la collaborazione del Comune di Carpi, delle Istituzioni scolastiche, del CIP Emilia Romagna (Comitato Italiano Paralimpico) e della Polisportiva San Marinese.

Si parlerà questa volta di scuola e di disturbi specifici dell’apprendimento (DSA, ovvero dislessia, disgrafia, discalculia, disortografia), durante l’incontro in programma mercoledì 10 aprile alle Scuole Fassi (Via Melvin Jones, ore 20.30), intitolato appunto Apprendere o comprendere? La scuola e i ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento.
La serata – voluta per mettere a confronto la situazione in tale àmbito, nei territori di Modena e di Bologna, e anche due diverse scuole di pensiero sull’accoglienza, le azioni formative e di sostegno, per gli studenti con DSA – sarà moderata da Nelson Bova, giornalista della RAI e presidente dell’Associazione Il Tesoro Nascosto. Vi interverranno Elisabetta Genovese, delegata del Rettore per la Disabilità dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Giacomo Guaraldi, referente del Servizio di Accoglienza degli Studenti Disabili nel medesimo Ateneo, Nicola Cuomo, docente associato di Didattica e Pedagogia Speciale dell’Università di Bologna e Salvatore Grillo, dirigente scolastico dell’Istituto Tecnico Aldini-Valeriani di Bologna. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@iltesoronascosto.org.

La dislessia e gli altri disturbi specifici di apprendimento (DSA)
Si parla di dislessia in caso di difficoltà significativa nell’apprendimento della lettura in presenza di un livello cognitivo e di un’istruzione adeguati e in assenza di problemi neurologici e sensoriali. I bambini con dislessia sono intelligenti, non hanno problemi visivi o uditivi, ma non apprendono a leggere in modo sufficientemente corretto e fluido: infatti le loro prestazioni nella lettura risultano nel complesso molto al di sotto del livello che ci si aspetterebbe in base all’età, alla classe frequentata e al livello intellettivo generale. Queste difficoltà solitamente condizionano anche in modo pesante le prestazioni scolastiche.
Spesso alla dislessia sono associate ulteriori difficoltà, quali la disortografia, la disgrafia e, a volte, lievi difficoltà nel linguaggio orale (fatica a recuperare termini appropriati o a memorizzare parole nuove) e nel calcolo (soprattutto mentale, oppure nella memorizzazione delle tabelline).
Il problema della dislessia risulta evidente in seconda-terza elementare (alcuni segni si possono per altro già osservare nella scuola materna, come la presenza di significative difficoltà nel manipolare i suoni nelle rime, nelle filastrocche…).
Non sempre gli approfondimenti diagnostici vengono svolti tempestivamente (ancora tanti bambini accedono infatti ai servizi alla fine della scuola elementare o alla scuola media), a causa di una sbagliata interpretazione o sottovalutazione del problema. Si parla ancora, ad esempio, di pigrizia, demotivazione o disagio psicologico, problemi che senz’altro a volte possono essere associati al disturbo, ma che rappresentano dei correlati o delle conseguenze della dislessia, non la causa. Per ridurre l’interferenza di tali disturbi, è possibile ricorrere all’ausilio di strumenti compensativi e dispensativi, appositamente previsti dalla normativa italiana.
Ad occuparsi di questo, nel nostro Paese, vi sono organizzazioni come l’AID (Associazione Italiana Dislessia) o forum come Dislessia Online.