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Marche: come “massacrare” le persone, senza risparmiare

Uomo con le mani sul volto, in espressione di profondo sconforto«Questa riduzione della fornitura può sembrare che nell’immediato crei un forte risparmio nella spesa sanitaria, ma in realtà quella stessa spesa aumenterà, a causa, ad esempio, dell’insorgenza di piaghe da decubito, favorite dall’impossibilità di cambiare i pannoloni».
È quanto mai dura la presa di posizione di Roberto Zazzetti, presidente della Consulta Regionale per la Disabilità delle Marche, di fronte al Decreto della Regione che prevede un taglio di 180 milioni di euro per il comparto della sanità, taglio che non riguarderà solo la riduzione dei posti letto, ma anche di tutto il materiale sanitario erogato per la cura delle persone con disabilità e degli anziani non autosufficienti e in particolare di ausili monouso come i pannoloni e le traverse per chi vive a casa – si parla di dimezzarne la quantità, ovvero da centoventi a sessanta in un mese – creando gravi problemi nella gestione giornaliera dell’igiene personale.

«Questo – dichiara Zazzetti – è un altro risultato di una politica di tagli trasversali attuata anche nelle Marche, senza cioè valutare il parametro costo\beneficio e che a fronte di uno sbandierato aumento delle cure domiciliari alle persone con gravi problemi di salute, limita indiscriminatamente la qualità del materiale utilizzato per curare le piaghe da decubito, che secondo numerosi studi epidemiologici, risulta uno dei problemi che più costano al Servizio Sanitario Regionale».
«Senza contare – aggiunge il Presidente della Consulta Regionale – il costo di un’operazione chirurgica per ridurre quelle stesse piaghe e il ricovero post-operatorio, che nei giovani utenti  genera gravi ripercussioni sulla loro qualità di vita e su quella dei loro familiari».

Un ulteriore pericolo viene individuato anche nell’istituzione della centrale unica per l’approvvigionamento di beni e servizi, che «se da una parte – sottolinea Zazzetti – è un ottimo strumento per razionalizzare la spesa senza ridurre la qualità degli stessi, spesso, però, porta di fatto al solito taglio indiscriminato, al solo scopo di risparmiare e all’insegna di una logica che porta tra l’altro ad eliminare completamente il progresso scientifico ottenuto nel settore dei presìdi farmaceutici, facendo tornare indietro di decenni la qualità delle cure».

Le associazioni delle persone con disabilità e degli anziani non autosufficienti, che si rifanno alla Consulta Regionale, lanciano quindi un grido d’allarme per questo ulteriore carico assistenziale, che si accumula ai tagli delle politiche sociali attuate dai vari Comuni. «E a questo punto – conclude Zazzetti – l’auspicio è che questi tagli vengano revocati, restituendo un minimo di dignità ai nostri Associati e alle loro Famiglie, già letteralmente “massacrati” dalla grave crisi in atto nel nostro Paese». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: apmarche@tiscali.it.