La manutenzione delle parole

«Quando si comunica occorre precisione, bisogna avere consapevolezza del significato, del peso delle parole. Non è facile, ma è necessario»: lo si scrive in “Parlare civile”, libro curato dall’Agenzia Redattore Sociale, la cui presentazione, il 18 aprile a Roma, coinciderà con la terza edizione dell’omonimo seminario di formazione per giornalisti sui temi del disagio e delle marginalità

Immagine di copertina del libro "Parlare civile"

L’immagine di copertina del libro “Parlare civile”

La terza edizione del seminario di formazione per giornalisti sui temi del disagio e delle marginalità, in programma per giovedì 18 aprile a Roma (Sala Conferenze Porta Futuro, Via Galvani, 87, ore 9-17), a cura dell’Agenzia Redattore Sociale, in collaborazione con Agorà (Scuola del Sociale della Provincia di Roma), coinciderà con la presentazione del libro Parlare civile. Comunicare senza discriminare, curato anch’esso da Redattore Sociale, “viaggio” in otto capitoli alla ricerca della comunicazione più precisa e accurata su temi quale la disabilità, il genere e l’orientamento sessuale, l’immigrazione, la povertà e l’emarginazione, la prostituzione e la tratta, le religioni, i Rom e i Sinti e la salute mentale.
Vi si scrive tra l’altro: «Le parole possono essere muri o ponti. Possono creare distanza o aiutare la comprensione dei problemi. Le stesse parole usate in contesti diversi possono essere appropriate, confondere o addirittura offendere. Quando si comunica occorre però precisione, bisogna avere consapevolezza del significato, del peso delle parole. Non è facile, perché il tempo è sempre poco, perché viviamo nella nostra cultura, perché il senso e la percezione delle parole si evolvono continuamente. Non è facile, ma è necessario».

«Parlare civile – spiegano i curatori – non è una nuova opera di denuncia della cattiva informazione, né uno strumento di censura o di intralcio al lavoro giornalistico, e neppure un repertorio del politically correct”. È un libro di servizio che, senza ideologia e attraverso opinioni diverse, cerca di indicare una direzione responsabile alla comunicazione pubblica, giornalistica e politica, di chiarire i dubbi e contestualizzare l’uso di termini spesso abusati nelle cronache quotidiane. Un aiuto, insomma, per quella manutenzione delle parole che dovrebbe essere costante e “naturale” per ogni comunicatore».

Particolarmente prestigioso, poi, il gruppo dei relatori che interverranno al seminario del 18 aprile. Si tratta infatti di don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco e dell’Agenzia Redattore Sociale; Paolo Butturini, segretario dell’ Associazione Stampa Romana; Raffaella Cosentino, giornalista, collaboratrice del Redattore Sociale; Antonio D’Alessandro, presidente di Parsec Consortium; Marco De Giorgi, direttore dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali); Vittorio Di Trapani, segretario dell’UsigRAI; Federica Dolente, ricercatrice senior dell’Associazione Parsec; Giovanni De Mauro, direttore del settimanale «Internazionale»; Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti; Loredana Lipperini, giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica; Luigi Manconi, politico, sociologo e critico musicale, presidente, tra l’altro, dell’Associazione A buon diritto; Giulio Marcon, presidente del Comitato Tecnico Scientifico della Scuola del Sociale della Provincia di Roma; Enrico Pugliese, già docente di Sociologia del Lavoro all’Università La Sapienza di Roma e direttore dell’Istituto Ricerche Popolazione e Politiche Sociali del CNR; Giorgia Serughetti, ricercatrice sociale, collaboratrice dell’Università di Milano Bicocca e dell’Associazione Parsec; Annamaria Testa, titolare della Società Progetti Nuovi e docente all’Università Bocconi di Milano; Stefano Trasatti, direttore di Redattore Sociale. (S.B.)

È disponibile il programma completo del seminario del 18 aprile. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: giornalisti@redattoresociale.it.

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