Un “garante” per avere una casa popolare? No, grazie!

Viola infatti la Costituzione, la Convenzione ONU e anche, a nostro avviso, la Legge che tutela dalle discriminazioni le persone con disabilità, quella procedura adottata dall’ALER di Milano, che alle persone con disabilità intenzionate a ottenere un alloggio popolare, richiede un garante che se ne prenda la responsabilità, per ogni evenienza che possa verificarsi

Edilizia popolare dell'ALER di Milano

Edilizia popolare dell’ALER di Milano

«Quella procedura viola palesemente l’articolo 3 della Costituzione, che impone un principio di uguaglianza tra tutti i cittadini, senza differenza per condizione sociale e anche i princìpi fondamentali contemplati dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che dal 2009 è Legge del nostro Paese [Legge 18/09, N.d.R.]».
La denuncia – proveniente da Arianna Colonello, persona con disabilità e componente della Lista Civica Brescia con la Gente, costituitasi nella città lombarda in occasione delle prossime elezioni amministrative di fine maggio – riguarda la prassi adottata a Milano dall’ALER (Azienda Lombarda Edilizia Residenziali), che alle persone con disabilità intenzionate a ottenere un alloggio popolare, richiede un garante che se ne prenda la responsabilità, per ogni evenienza che possa verificarsi.
Una procedura che – se confermata – è anche, a nostro avviso, in aperta violazione della Legge 67/06 (Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni), al cui secondo articolo, lo ricordiamo, si parla di «discriminazione diretta quando, per motivi connessi alla disabilità, una persona è trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata una persona non disabile in situazione analoga».

Oltre a informare la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e la componente lombarda di essa, la LEDHA (Lega Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità), Colonello – che ha anche informato della questione la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo – coglie l’occasione per affermare «l’opportunità di creare a Milano un Osservatorio sulle Condizioni delle Persone con Disabilità, onde evitare altre ingiustizie come questa e avere un monitoraggio dell’effettiva applicazione della Convenzione ONU». (S.B.)

Stampa questo articolo