I diritti e la cittadinanza europea

Coinvolge dieci Paesi europei il Progetto “Think different Think Europe” – di cui è capofila l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) – e vivrà la sua prima tappa a Roma, dal 7 al 10 maggio. L’iniziativa punta alla partecipazione politica, alla consapevolezza delle proprie opinioni, al diritto di voto e alla conoscenza dell’Europa come Istituzione, per le persone con sindrome di Down e altre disabilità intellettive

Giovani con sindrome di DownCosa vuol dire essere cittadini europei? Su tale tema si confronteranno a Romada martedì 7 a venerdì 10 maggio – dieci delegazioni di Paesi europei (Croazia, Francia, Irlanda, Italia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Ucraina e Ungheria), per un totale di settanta tra persone con sindrome di Down e altre disabilità intellettive e caregiver [“assistenti di cura”, N.d.R.].
Il progetto europeo Think different Think Europe [letteralmente “Pensa differente, pensa europeo”, N.d.R.], di cui è capofila l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), è la prima tappa di un’iniziativa finanziata dalla Comunità Europea nell’ambito del programma Europe for Citizens.

Nel corso delle prossime quattro giornate, dunque, si affronteranno i temi della partecipazione politica e della consapevolezza delle proprie opinioni, oltre al modo di poterle esercitare attraverso il diritto di voto e la conoscenza dell’Europa come Istituzione.
Diverse le tappe in programma per la quattro giorni romana. Innanzitutto i partecipanti ascolteranno le testimonianze di quattro persone con sindrome di Down che in Irlanda, Italia, Spagna e Ucraina hanno già fatto esperienza di partecipazione politica e da questo incontro prenderanno il via i lavori.
Momenti significativi saranno poi la realizzazione presso Radio Vaticana di dieci interviste per le redazioni delle lingue dei partecipanti, l’incontro con i rappresentanti della sede del Parlamento Europeo a Roma, e quello con il presidente del Senato Piero Grasso presso Palazzo Madama.
Un fitto programma di confronti, quindi – realizzati attraverso quiz e giochi a tema, che permetteranno di superare le difficoltà linguistiche -, e di momenti di discussione, con l’aiuto dei traduttori che affiancheranno le varie delegazioni.

Alla fine dei lavori, i partecipanti esprimeranno i loro desideri e i loro bisogni rispetto a quanto l’Europa può fare per loro e tale sintesi verrà esposta al rappresentante del programma Europe for Citizens, oltre a diventare materiale di confronto nella seconda fase del progetto Think different, Think Europe, che si terrà a Parigi nel prossimo mese di novembre, con i leader delle principali associazioni europee per la sindrome di Down. (M.R.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampaaipd@gmail.com.

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