Vivere la disabilità: una storia collettiva

Si chiama così l’incontro in programma nella serata del 9 maggio a Bergamo, in un territorio dove la disabilità ha assunto una dimensione condivisa, grazie alla rete sociale e istituzionale che vede come protagoniste della progettazione numerose associazioni di volontariato, insieme a cooperative sociali, Enti Locali e Uffici di Piano. Tra gli ospiti, anche il direttore responsabile del nostro giornale Franco Bomprezzi

Franco Bomprezzi

Franco Bomprezzi parteciperà all’incontro del 9 maggio a Bergamo

Promosso dalle locali cooperative sociali Alchimia e SER.e.N.A., nell’àmbito del Servizio di Assistenza Scolastica ai Minori con Disabilità del Comune di Bergamo, è in programma per giovedì 9 maggio, nella città orobica, l’incontro intitolato Vivere la disabilità: una storia collettiva (Sala Conferenze dell’ENAIP, Via San Bernardino, 139, ore 20.45), cui interverrà anche il direttore responsabile del nostro giornale Franco Bomprezzi. I lavori saranno moderati da Edvige Invernici, segretario della UILDM di Bergamo (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare).

«In un momento storico in cui il collettivismo ha ceduto il passo all’individualismo in generale – spiega Invernici – aprire un dialogo sulla disabilità come storia collettiva rappresenta una grossa sfida culturale. In provincia di Bergamo la disabilità ha assunto una dimensione condivisa grazie alla rete sociale e istituzionale che ci vede protagonisti della progettazione assieme a numerose altre associazioni di volontariato, cooperative sociali, Enti Locali e Uffici di Piano. In particolare, l’ASL di Bergamo ha istituito un Gruppo Interistituzionale che si sta occupando intensamente dell’attuazione del PAR, il Piano Azione Disabili della Regione Lombardia».

L’invito a partecipare alla serata è rivolto a tutti coloro che nella quotidianità del proprio compito educativo affiancano situazioni di fragilità e disabilità, vale a dire genitori, insegnanti, educatori, rappresentanti di associazioni coinvolte nelle attività di volontariato sociale e naturalmente tutti i cittadini interessati e sensibili a queste tematiche.
«Credo – conclude Invernici – che l’argomento sia da dibattere in particolare proprio con la popolazione – perché condivida un processo che educhi all’inclusione – e con le famiglie coinvolte, perché si rendano maggiormente protagoniste nel processo stesso». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: nadiapautasso@coopalchimia.it, info@serenacoop.it.

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