La strada delle petizioni

Dopo quella lanciata nel 2011, per ottenere adeguati finanziamenti alle attività semiresidenziali e residenziali previste dai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), il Comitato Promotore coordinato dalla Fondazione Promozione Sociale di Torino raccoglie ora adesioni per una Petizione Popolare Nazionale, finalizzata a una legge sul diritto delle persone non autosufficienti alle prestazioni socio-sanitarie domiciliari

Assistenza sanitaria a uomo con disabilitàGià dal 1° febbraio scorso sono in atto molteplici iniziative volte alla raccolta delle adesioni di personalità e di organizzazioni pubbliche e private – oltreché, naturalmente, delle firme di cittadini elettori – per la presentazione alla Camera e al Senato, nonché ai Ministri della Salute e delle Politiche Sociali, di una Petizione Popolare Nazionale che ha lo scopo di ottenere una legge che riconosca il prioritario diritto delle persone non autosufficienti alle prestazioni socio-sanitarie domiciliari, oltre un milione di persone del nostro Paese.
In particolare, il Comitato Promotore dell’iniziativa – coordinato dalla Fondazione Promozione Sociale – si rivolge alle persone con handicap gravemente invalidante, agli anziani malati cronici, a coloro che sono affetti dal morbo di Alzheimer o da altre forme di demenza senile e ai pazienti con rilevanti disturbi psichiatrici e limitatissima autonomia.

Base fondamentale della Petizione è il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 29 novembre 2001 (Definizione dei Livelli essenziali di assistenza LEA), emanato a seguito degli accordi intervenuti fra il Governo, le Regioni a Statuto Ordinario e Speciale e le Province Autonome di Bolzano e di Trento, le cui norme sono cogenti ai sensi dell’articolo 54 della Legge 289/02.
In sostanza i LEA stabiliscono che il Servizio Sanitario Nazionale debba garantire anche l’assistenza domiciliare integrata, comprendente non solo le attività sanitarie (medicina generale e specialistica, interventi infermieristici e riabilitativi), ma anche le «prestazioni di aiuto infermieristico e assistenza tutelare alla persona». Tutte le prestazioni sopra indicate devono essere fornite gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale, ad esclusione di quelle riguardanti l’aiuto infermieristico e l’assistenza tutelare, che sono a carico della sanità nella misura del 50%.

Considerati dunque i notevoli benefìci per le persone non autosufficienti curate e assistite a domicilio, nonché i relativi rilevanti risparmi realizzati dal Servizio Sanitario Nazionale, la Petizione Popolare Nazionale di cui si parla richiede che:
1. venga riconosciuto il prioritario diritto pienamente esigibile alle prestazioni domiciliari in tutti i casi in cui possano essere fornite a domicilio le necessarie prestazioni;
2. i congiunti o i soggetti terzi (denominati “accuditori”) siano disponibili ad assicurare il necessario sostegno domiciliare;
3. gli accuditori ricevano un rimborso forfettario delle spese sostenute il cui importo sia calcolato nella misura di almeno il 50% della retta a carico delle ASL e dei Comuni, per i ricoveri presso strutture residenziali;
4. venga riconosciuto ai soggetti terzi e ai congiunti che assicurano le prestazioni domiciliari il ruolo di volontari intrafamiliari che, pur non avendo alcun obbligo giuridico di svolgere attività di competenza delle ASL e dei Comuni, assumono le frustranti incombenze riguardanti le persone non autosufficienti.

La Petizione lanciata quest’anno segue quella avviata nell’autunno del 2011 [se ne legga ampiamente nel nostro giornale, N.d.R.], rivolta ad ottenere adeguati finanziamenti per le attività semiresidenziali e residenziali, previste anch’esse dai LEA. In tal senso si può dire che le oltre 25.000 firme raccolte e le 85 adesioni di personalità e di organizzazioni pubbliche e private abbiano confermato alcuni diritti, come pienamente e immediatamente esigibili:
a) per i soggetti con handicap intellettivo in situazione di gravità l’esigibilità della frequenza di centri diurni e dell’accoglienza residenziale;
b) per gli anziani malati cronici non autosufficienti e per le persone affette dal morbo di Alzheimer o da altre forme di demenza senile, il ricovero presso le RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali);
c) la sistemazione abitativa dei pazienti con rilevanti disturbi psichiatrici e limitata autonomia, oltre alle obbligatorie prestazioni terapeutiche.

Va inoltre ricordato – aspetto di notevole importanza – che gli enti tenuti ad intervenire, in primo luogo le ASL e i Comuni, non possono per alcun motivo, compresi quelli di natura finanziaria, negare o ritardare le prestazioni e che gli interventi elencati sono senza limiti di durata. In base alle leggi vigenti, inoltre, i finanziamenti per le prestazioni sopra ricordate sono a carico delle ASL – e quindi del Fondo Sanitario Nazionale -, nella misura che varia dal 40 al 70% dei costi complessivi.
Assai significativa, infine, è stata anche la Risoluzione n. 8-00191, approvata l’11 luglio 2012 all’unanimità dalla Commissione Affari Sociali della Camera, che aveva dato nuovo impulso alla Petizione.

I testi di entrambe le Petizioni di cui si parla nel presente articolo sono disponibili integralmente nel sito della Fondazione Promozione Sociale. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@fondazionepromozionesociale.it.

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