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Dispositivi sanitari in Campania: vigileremo tutti uniti

Persona in carrozzina in ospedale, parla con un'infermiera«Per le persone con disabilità, esercitare il diritto di libera scelta significa assicurare una qualità di vita più dignitosa e con minori oneri economici a carico del Servizio Sanitario Regionale, oltre a una doverosa libertà di spostamenti».
Lo avevano scritto in una nota congiunta, alla fine di aprile, i Dirigenti della FINCOPP (Federazione Italiana Incontinenti e Disfunzioni del Pavimento Pelvico), dell’AISTOM (Associazione Italiana Stomizzati), dell’AIMAR (Associazione Italiana Malformazioni Anorettali), della FAIP (Federazione Associazioni Italiane Para-Tetraplegici) e della FISH Campania (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), dopo un incontro con i responsabili della SORESA, la Società Regionale per la Sanità della Regione Campania.
Tale incontro – di cui avevamo a suo tempo riferito – era stato chiesto dalle stesse Associazioni, in riferimento a quella che esse avevano definito come «una mega gara regionale da ben 8 milioni di euro, gara al solo prezzo più basso e senza alcuna garanzia sulla “qualità”, la “libera scelta” e il pagamento dei ticket in fase di consegna dei dispositivi medici, per tutti coloro che vanno incontro a infezioni delle vie urinarie, con gravi problematiche epidermiche, lavorative e socio-relazionali». «In sintesi – avevano ancora sottolineato le organizzazioni coinvolte – ove mai venisse conclusa, la gara andrebbe a ledere e penalizzare gravemente i malati oncologici e le persone con disabilità che utilizzano cateteri, sacche, placche ecc.».

Ebbene, nei giorni scorsi – a firma del direttore generale Mario Vasco e del responsabile Ufficio Gare Francesco Luciano – è arrivata la risposta ufficiale della SORESA, nella quale si legge tra l’altro che «in riferimento alla nota con la quale codeste Associazioni hanno contestato l’iniziativa SORESA per la definizione di un’“Accordo quadro con più operatori economici per la fornitura di dispositivi per stomie, dispositivi per incontinenza a raccolta e medicazioni per piaghe da decubito” si fa presente come […] gli atti di gara fossero stati predisposti nel pieno rispetto del D.M. 27 agosto 1999, n. 332 [Decreto Ministeriale 332/99, “Regolamento recante norme per le prestazioni di assistenza protesica erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionale: modalità di erogazione e tariffe”, N.d.R.], con particolare riguardo alla libera scelta dei dispositivi da parte del paziente». E successivamente: «La previsione di aggiudicazione a prezzo più basso è prevista nella sola ipotesi che venga offerto il medesimo prodotto da diversi operatori economici (ossia medesimo modello e nome commerciale)».
Viene infine ribadita la disponibilità, da parte della Società, a prendere in considerazione «le osservazioni delle Associazioni, con riferimento all’aspetto della varietà dei dispositivi ed alla libera scelta del paziente».

«Considerando dunque che la mega gara regionale ha recepito tutti i dispositivi medici esistenti sul mercati e sanciti dal DM n. 332 del 1999 e successive modifiche, prodotti innovativi inclusi, possiamo, per ora, considerarci soddisfatti»: questa la risposta arrivata dagli esponenti di FINCOPP, AISTOM, AIMAR, FAIP e FISH Campania, ai quali, fatto non certo trascurabile, si è aggiunto nel frattempo anche il settore Politiche per la Disabilità della CGIL Campania. «Auspicando poi – scrivono ancora – che nel prossimo futuro venga pienamente applicata la Legge Regionale n. 10 del 2006 [Norme in favore dei soggetti stomizzati della Regione Campania”, N.d.R.] e che non vi sia attenzione solo verso il prezzo più basso, vigileremo affinché nelle ASL della Campania sia sempre salvaguardata e garantita la “qualità dei prodotti” e la “libera scelta”». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Francesco Diomede (presidenza@finco.org).