Dedicato a chi non si dà mai per vinto

Il libro “I codici della vittoria”, scritto a quattro mani dal noto calciatore degli Anni Ottanta e Novanta, Andrea Carnevale e dal giornalista Pierluigi Grande, cerca di insegnare l’educazione per la vita attraverso lo sport, e sostiene anche la lotta alle malattie genetiche – in particolare alla SLA (sclerosi laterale amiotrofica) – in collaborazione con Telethon

Andrea Carnevale e Laura Sandruvi

Andrea Carnevale, noto calciatore degli Anni Ottanta e Novanta, insieme alla nostra inviata Laura Sandruvi

In occasione di una recente festa per l’Udinese Calcio, organizzata nel Comune di Montenars (Udine), in collaborazione con il Comitato Friùl Tomorrow, è stato consegnato dal Sindaco della cittadina un particolare riconoscimento ai dirigenti e ai calciatori dell’Udinese stessa, per l’atteggiamento etico e per il caratterizzante fair play societario. Un riconoscimento speciale, poi, è stato conferito anche al dirigente sportivo ed ex calciatore professionista Andrea Carnevale e al giornalista Pierluigi Grande, per il loro libro I codici della vittoria (FirenzeLibri, 2012).
Non se l’aspettavano un successo del genere, con quel volume (giunto alla seconda edizione), questi due amici di vecchia data – Carnevale e Grande, appunto – uniti entrambi dalla passione per lo sport, ma il loro libro è davvero appassionante e racconta tante storie, legate assieme da un unico mondo: quello dello sport e dei suoi insegnamenti.
«Un mondo di forti emozioni, di vittorie, ma anche di sconfitte e dell’orgoglio di rialzarsi», ci ha raccontato Andrea Carnevale, che ha attinto dalle sue stesse esperienze di vita. «È la storia di un ragazzo e della sua passione per il pallone, un ragazzo che ha avuto la fortuna di crescere e di diventare un grande calciatore, credendo nel suo sogno… i sogni volano liberi, guidati dalla rosa dei venti; ogni tanto, dall’alto, qualche sogno cade in terra e tu devi farti trovare pronto».
«Abbiamo voluto scrivere un libro – ha aggiunto Pierluigi Grande – che insegna l’educazione per la vita, tramite lo sport. I forti contenuti pedagogici permettono una facile presentazione nei numerosi convegni e scuole, in giro per l’Italia, passando, in questo caso, anche per la piccola cittadina di Montenars».

I due Autori sono stati fortemente motivati in questa avventura letteraria, che guarda anche alla solidarietà e alla lotta alle malattie, essendo loro assai sensibili a queste tematiche, perché colpiti negli affetti da esperienze dolorose. Il libro, infatti, è dedicato alla memoria di Giuseppina Carnevale e Gianfranca Stracchi, quest’ultima madre di Grande, morta a causa della SLA (sclerosi laterale amiotrofica) nel 2008. Per questo, grazie a Telethon e soprattutto grazie alla ONLUS Udinese per la vita, il ricavato del volume verrà interamente devoluto alla ricerca sulle malattie genetiche.
In particolare, l’ultimo capitolo è dedicato alla storia di Shay, un ragazzo con disabilità che ha potuto diventare l’“eroe” di una partita di baseball grazie alla sensibilità e al sostegno di un’intera squadra: «Perché lo sport è integrazione – sottolinea Carnevale – e i codici veri sono nascosti nei messaggi di solidarietà per i più sfortunati. Io ammiro questi ragazzi, lo sport è di tutti e grazie allo sport possiamo arrivare a una vera integrazione tra i giovani fortunati e non. Tutti i giocatori famosi dovrebbero prestarsi per dare una mano alla ricerca, dando più forza alla voce delle associazioni di volontariato».

Abbiamo chiesto infine a Grande un parere riguardo alla SLA e agli aspetti controversi dell’incidenza della malattia sui calciatori, considerando che per questi ultimi la percentuale è di quasi sette volte superiore. «Si è parlato di diversi fattori predominanti – ci ha detto -, dal doping, ai traumi alla testa e agli arti inferiori, dall’abuso di farmaci al contatto con i pesticidi usati nei campi di calcio; bisogna impegnarsi per incentivare la ricerca, anche con l’aiuto e il sostegno di personaggi famosi come Andrea, che facciano da testimonial».
Purtroppo va detto che le case farmaceutiche non giudicano sempre conveniente investire nella ricerca sulle Malattie Rare, ma in ogni caso l’incertezza nei confronti della SLA è notevole e soprattutto il numero dei malati aumenta così rapidamente da suscitare molta attenzione. Le federazioni e le associazioni  calcistiche, quindi, potrebbero prendere una posizione forte e decisa, attivandosi per migliorare gli studi su questa malattia.
In questo senso, Udinese per la vita ha già fatto moltissimo, destinando ad esempio, nel 2009, un importo di 200.000 euro a sostegno del Progetto Borgonovo, di raccolta fondi in collaborazione con la Fondazione Stefano Borgonovo.

E chiudiamo con una bella dedica scritta per noi da Pierluigi Grande: «Il goal della vita è nelle corde di tutti… I codici della vittoria è dedicato a tutti coloro che non si danno mai per vinti».

Andrea Carnevale è stato un noto calciatore professionista, che ha militato tra l’altro nell’Udinese e nel Napoli di Maradona, vincendo due scudetti (1987 e 1990), una Coppa Italia e una Coppa Uefa. Con la Nazionale, ha partecipato ai Mondiali del ’90. Oggi è dirigente dell’Udinese.
Pierluigi Grande è giornalista pubblicista, commentatore sportivo e conduttore di numerosi trasmissioni sportive sin dall’86. Ha seguito fin dagli esordi l’intero percorso sportivo di Carnevale ed è oggi impegnato anche in progetti di collaborazione con Telethon, in àmbito soprattutto di SLA (sclerosi laterale amiotrofica).

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