Palermo: no ai tagli sulle spalle dei più vulnerabili!

Nuova manifestazione di protesta, nel capoluogo siciliano, da parte della Rete dei Centri Socio Educativi per Disabili – composta da cinque associazioni e tre cooperative – per chiedere solidarietà a tutta la cittadinanza, dopo il blocco dei finanziamenti pubblici a tali strutture, situazione “scoppiata” ormai da molti mesi e per la quale non sono mai arrivate risposte concrete dal Comune di Palermo

Ombra di uomo in carrozzina su sfondo arancioneSono tornati a protestare in Piazza Pretoria a Palermo, i componenti della Rete dei CSE (Centri Socio Educativi) per Disabili del capoluogo siciliano – composta da cinque associazioni e tre cooperative – per chiedere solidarietà a tutta la cittadinanza, di fronte a una questione “scoppiata” già nell’ottobre dello scorso anno – come avevamo riferito a suo tempo – relativa al blocco dei finanziamenti pubblici a tali strutture.

«Non sono state trovate soluzioni di continuità – si legge in un comunicato – per la Rete dei CSE per disabili di Palermo. È da ben otto mesi, infatti, cioè dopo la conclusione del “progetto” di una delle Azioni del Piano di Zona 2010-2012 per il Distretto SS, di cui è capofila il Comune di Palermo, che le organizzazioni componenti la Rete dei CSE si ritrovano a manifestare, non comprendendo le motivazioni che hanno portato l’Amministrazione Pubblica a non dare una naturale prosecuzione a un servizio che ha portato a ottimi risultati per più di centoventi persone adulte con gravi disabilità. Ci si chiede come mai i tagli alla spesa, le economie, vengano operate proprio sulle fasce più deboli e vulnerabili della popolazione e anche perché quello che dovrebbe essere il minimo servizio per persone con gravi disabilità debba assumere la forma di un progetto che ha un inizio e una conclusione».

Le organizzazioni di tale Rete, va ricordato, sono composte per lo più da famiglie le quali ritengono, come si legge ancora nel comunicato, «che questa realtà non possa essere ignorata dall’Ente Pubblico» ed è per questo che hanno deciso di scendere ancora in piazza, insieme ai loro figli, «per avere risposte concrete e non parole». «Anche perché – aggiungono – dalla conclusione del progetto abbiamo continuato a sostenere le attività delle organizzazioni, autotassandoci e in forma ridotta, ma ora da soli non ce la facciamo». E concludono: «Il diritto di cittadinanza e quello di avere una vita dignitosa dev’essere uguale per tutti! Questo è il grido che vogliamo sia ascoltato e al quale si deve unire la voce di tutti i cittadini». (S.B.)

La Rete dei CSE (Centri Socio Educativi) per Disabili di Palermo è composta da cinque associazioni (AFADI-Associazione Famiglie di Disabili, Apriti Cuore, ARC-Associazione Recupero Cerebrolesi, Club Garden e Futuro Semplice) e da tre cooperative (Edificando, La Fraternità e La Provvidenza). Per ulteriori informazioni: retecsepad@libero.it.

Stampa questo articolo