L’inclusione nella scuola pubblica è possibile

Lo fanno capire – secondo Francesca Palmas – sia le tante esperienze positive che vengono realizzate nella scuola in silenzio e lontano dai riflettori, sia le stesse famiglie degli alunni con disabilità, che nonostante le tante difficoltà, non hanno mai fatto venir meno in loro il senso di giustizia e l’impegno per la tutela del diritto allo studio dei propri figli

Ragazzina con disabilità insieme a compagne di scuolaCi sarà anche l’ABC Sardegna (Associazione Bambini Cerebrolesi), alla quinta edizione di Leggendo Metropolitano (Legàmi), interessante festival letterario e culturale in corso di svolgimento a Cagliari. E ci sarà per parlare di inclusione scolastica, rappresentata da Francesca Palmas, che parteciperà all’incontro in programma nella serata del 7 giugno, intitolato Co-stringersi. La scuola inclusiva come risorsa, coordinato da Andrea Gavosto della Fondazione Agnelli e al quale interverranno anche Italo Fiorin dell’Università LUMSA di Roma, e Marco Balzano, scrittore, Giuseppe Argiolas, insegnante specializzato sul sostegno.
Ben volentieri diamo spazio qui di seguito a una riflessione di Palmas, contenente alcuni degli “ingredienti” che verranno esposti anche durante l’incontro di Cagliari.

Un altro anno scolastico si conclude e tanti restano gli interrogativi e le preoccupazioni delle famiglie degli alunni con disabilità per quello nuovo. Oggi sentiamo ancora forte l’esigenza di ripartire dai diritti perché non possiamo accettare di fare passi indietro.
Spesso le cronache ci riportano esempi di “cattive prassi” scolastiche, mentre tante esperienze positive vengono realizzate nel silenzio e lontano dai riflettori. Queste esperienze di inclusione scolastica possibile ci dicono che non tutto è da rifare, che dobbiamo stare attenti – quando soffia il vento del cambiamento – a non rischiare di “buttar via l’acqua sporca con il bambino”. Forse si può ripartire proprio per costruire o ri-costruire il cambiamento dalle buone pratiche, senza naturalmente dimenticare le emergenze e le criticità in atto.

Partendo dal punto di vista delle famiglie e pensando a quelle che afferiscono all’ABC, ma anche a tante altre associazioni con le quali collaboriamo, notiamo che le difficoltà incontrate non hanno mai fatto venir meno in loro il senso di giustizia e l’impegno per la tutela del diritto allo studio dei propri figli; possono esserci, insomma, tutti i presupposti perché la scuola accolga gli alunni con disabilità al pari degli altri.
In altre parole, le famiglie sostengono che l’inclusione scolastica è una strada percorribile. Certo, è necessario mettere in atto anche azioni forti, quando serve, sino a ricorrere alle vie legali, ma non basta soltanto fare applicare la normativa, l’inclusione scolastica, infatti, è sempre un processo in divenire, mai chiuso e mai finito, un insieme di relazioni, oltre che di azioni, da curare proprio attraverso le alleanze e il lavoro di rete tra tutte le persone coinvolte.

La nostra esperienza ci insegna che la diffusione delle buone prassi e dei modelli inclusivi di qualità migliora la cultura dell’accoglienza nella scuola e nella società; raccontare e contribuire dunque a far conoscere i tanti esempi che esistono ci permette di poter dire: l’integrazione è possibile.
Continuiamo perciò a manifestare il nostro corale e accorato “SI’ alla scuola pubblica italiana”, che include le persone con disabilità nelle classi di ogni ordine e grado ed è ancor più necessario farlo oggi, in una società sempre più complessa e dunque in una scuola che deve poter accogliere tutti gli alunni che presentano dei bisogni educativi speciali, perché questa è l’unica strada che possa realmente garantir loro le pari opportunità, l’unica percorribile per costruire una società davvero inclusiva per tutti.

ABC Sardegna (Associazione Bambini Cerebrolesi).

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