Ma come fanno ad andare così forte?

Questo il commento del campione di motociclismo Mattia Pasini, di fronte alle gare di Imola del “Trofeo Di.Di. Diversamente Disabili”, promosso dall’omonima Associazione, cui partecipano esclusivamente piloti artolesi. «Sono un esempio da seguire – ha aggiunto Pasini -, perché insegnano che nella vita non ci si deve arrendere mai!»

Imola, giugno 2013: Mattia Pasini sul podio del "Trofeo Di.di. Diversamente Disabili"

C’è anche Mattia Pasini, campione del motociclismo mondiale, sul podio di Imola, insieme ai vincitori del “Trofeo Di.Di. Diversamente Disabili”

«Hanno suscitato davvero la mia ammirazione. Non riesco a capire come facciano ad andare così forte, nonostante le limitazioni fisiche che hanno. E poi dev’essere complicato correre con i comandi spostati. Sono un esempio da seguire, perché insegnano che nella vita non ci si deve arrendere mai!».
Questo l’entusiasta commento del campione di motociclismo Mattia Pasini, protagonista del Mondiale di Moto 2, all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, di fronte alla seconda prova stagionale del Trofeo Di.Di. Diversamente Disabili, svoltosi all’interno del Bridgestone Champions Challenge, ovvero della prima competizione motociclistica a schierare soltanto piloti artolesi, che avevamo ampiamente presentato nei giorni scorsi.

Provenienti dunque da svariate città d’Italia, più o meno giovani e con esperienze motociclistiche differenti, i piloti del Team Di.Di. Diversamente Disabili sono accomunati, oltre che dalla passione, anche dal fatto di avere una disabilità: c’è chi non ha più una gamba o un braccio, perché li ha persi in un incidente, e chi comunque è limitato nei movimenti di un arto. Questo, però, non impedisce loro di correre in pista, a velocità che superano i duecento all’ora!
Per altro, dopo le precedenti esperienze al Circuito del Levante Binetto (Bari) e a Misano Adriatico (Rimini), il tracciato di Imola si è rivelato particolarmente impegnativo, anche perché la maggioranza dei partecipanti non vi aveva mai girato e tuttavia ma le gare si sono svolte regolarmente, e senza incidenti.
Nella Classe 600, la vittoria è andata al fondatore dell’Associazione Di.Di., il toscano Emiliano Malagoli, portatore di protesi alla gamba destra, mentre il vicepresidente dell’Associazione stessa, Matteo Baraldi, privo del braccio destro, si è classificato secondo in sella a una Yamaha R6 adattata con l’acceleratore a sinistra.
La Classe 1000, invece, ha sancito la vittoria di Francesco Mele, già trionfatore nella sua Puglia, che corre con una menomazione alla gamba sinistra, a causa della quale ha dovuto avanzare la pedana, per poter guidare con il ginocchio disteso. Seconda posizione per Umberto Lisanti, new entry del Trofeo, che corre con una protesi al braccio sinistro e con problemi anche a una gamba. Terzo, infine, Fabio Segato, pilota con notevoli limitazioni di mobilità ad entrambe le gambe e quarto Luca Raj, che corre con il braccio sinistro immobilizzato per una lesione del plesso brachiale. Ritirato per noie meccaniche il “dentista volante” Enrico Mariani, portatore di una protesi alla gamba destra.

L’Associazione Di.Di., lo ricordiamo, ha sede a Lucca ed è nata da un’iniziativa avviata nel gennaio di quest’anno dai già citati Malagoli e Baraldi. Alla griglia di partenza delle gare da loro promosse ci sono commercianti, professionisti, impiegati e meccanici, tutte persone che fino a poco tempo fa non avrebbero mai nemmeno immaginato di potersi schierare al via di una gara di velocità in pista, in sella a moto da 600 e 1000 centimetri cubici. Il prossimo appuntamento è in programma per il 6 e 7 luglio sul tracciato di Misano Adriatico. (F.L.G. e S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@diversamentedisabili.it (Fiammetta La Guidara).

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