Un altro modo di vedere l’arte

In che modo il significato dell’immagine di un’opera d’arte si trasferisce nella ricostruzione mentale che ne fa una persona con difficoltà visive? È sufficiente la descrizione verbale a sostituire il senso che si coglierebbe attraverso la visione diretta, in particolare quando si parla di arte contemporanea? A questi e ad altri quesiti si cercherà di rispondere il 13 giugno a Torino, durante il seminario “Arte e percezione sensoriale”

Jackson Pollock, "Convergence", 1952

Jackson Pollock, “Convergence”, 1952

Cosa accade quando lo spettatore di un’opera d’arte non può entrare in contatto diretto con la rappresentazione? In che modo il significato dell’immagine si trasferisce nella ricostruzione mentale che ne fa la persona con difficoltà visive? È sufficiente la descrizione verbale a sostituire il senso che si coglierebbe attraverso la visione diretta? E che ruolo ha la percezione sensoriale rapportata a tutto questo?
Si tratta di quesiti ancor più stimolanti, se applicati ad esempio al campo dell’arte contemporanea, soprattutto quando questa ha a che fare con questioni che non rimandano a una comune esperienza della realtà.
Durante il seminario denominato Arte e percezione sensoriale, in programma giovedì 13 giugno a Torino (Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Via Modane, 16, ore 9.30-17), si tenterà quindi di aprire una riflessione proprio sulla corrispondenza tra immagine e parola, indagando la distanza presente tra l’esperienza visiva dell’opera d’arte e la capacità del linguaggio di sopperire alla carenza/mancanza della vista.

Dedicato a operatori dei dipartimenti educativi, educatori, studenti di Università e Accademia, utenti dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e arteterapeuti, l’incontro nasce da una collaborazione tra il Dipartimento Educativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, con le Associazioni Tactile Vision ONLUS e UICI di Torino, le Attività Educative e Formative del PAV (Parco Arte Vivente), il Laboratorio La Galleria, la Circoscrizione 8 e la Città di Torino.
Diviso in due parti (Arte e percezione ed Esperienze nei musei torinesi), entrambe moderate da Elena Stradiotto, responsabile del Dipartimento Educativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, il seminario prevede gli interventi di Francesco Fratta, responsabile per la Cultura nell’ UICI di Torino (Elogio della mano e dell’orecchio. Complessità e specificità dell’attività sensoriale); Fabio Levi dell’Università di Torino (Dalla questione Molyneux alla lettura di un’opera d’arte. Sistemi percettivi a confronto); Davide Lasagno, anch’egli dell’Ateneo torinese (L’importanza della parola per la percezione. Verbalismo, sinestesia e linguaggio); Giorgina Bertolino del Settore Mediazione Culturale della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Un’introduzione ai temi dell’extravisibilità); Rocco Rolli di Tactile Vision ONLUS (Nuove forme di comunicazione plurisensoriale); Tea Taramino, curatrice di Arte Plurale, per la Città di Torino, Direzione Politiche Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie, Servizio Disabili e Circoscrizione 8 (Conoscere e riconoscere: l’arte della relazione); Valentina Borsella, responsabile dei Progetti e della Comunicazione per la Fondazione Carlo Molo (Comunicare l’arte alle persone afasiche. Il linguaggio semplificato come tramite all’esperienza artistica per le persone affette da afasia); Flavia Navacchia dell’UNIVOC (Unione Nazionale Italiana Volontari Pro Ciechi) (Esperienze nei musei torinesi. Resoconto di un lungo viaggio); Orietta Brombin, curatrice delle Attività Educative e Formative del PAV (Parco Arte Vivente) (In/Out/Around: Info&Learning. Una riflessione a posteriori).
Concluderanno la giornata le testimonianze di alcune altre Esperienze dei musei torinesi, a cura dei rispettivi responsabili della Didattica. (S.B.)

Ringraziamo per la segnalazione la CPD (Consulta per le Persone in Difficoltà) di Torino.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: dip.educativo@fsrr.org.

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