Un festival che è come una “macchina degli abbracci”

Prendiamo in prestito il nome di un’invenzione di Temple Grandin – celebra zoologa americana con autismo – per presentare un evento che proprio a una “macchina degli abbracci” ci sembra assomigliare, ovvero la giornata conclusiva dell’ASFF (AS Film Festival), in programma il 16 giugno a Roma, il primo festival del cortometraggio nato per volontà di alcuni giovani con sindrome di Asperger

Logo dell'ASFF (AS Film Festival)Come avevamo spiegato qualche tempo fa, presentando l’iniziativa, l’ASFF (AS Film Festival), vale a dire il primo festival del cortometraggio nato per volontà di alcuni giovani con sindrome di Asperger (disturbo dello spettro autistico ad alto funzionamento) è realizzato dal Cineclub Detour di Roma e dallo Studio Kilab, in collaborazione con l’Associazione Gruppo Asperger, la rassegna Cinemautismo di Torino, la rivista «Confronti» e la Fondazione Maxxi (Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo) ed è sostenuto dall’Agenzia Nazionale per i Giovani, nell’ambito del programma comunitario Youth in Action (“Gioventù in azione”).
«L’ASFF – spiegano i promotori – non è un festival sull’autismo, ma un festival fatto da persone con autismo. E allora, in cosa differisce da un qualunque altro festival cinematografico? In niente. Anche in ASFF ci sono infatti proiezioni di film, ospiti, una giuria, dei premi. Un festival uguale agli altri, quindi, tranne per una cosa: il punto di vista. Questa volta il punto di vista sarà il nostro». Il gruppo di lavoro, infatti, coordinato da Giuseppe Cacace, è composto da quattro giovani universitari, tutti under 25, con sindrome di Asperger.

Dopo un lungo e proficuo lavoro preparatorio, quindi, è ormai imminente il momento conclusivo, in programma domenica 16 giugno a Roma (presso il MAXXI, Via Guido Reni, 4/a, dalle ore 11), giornata durante la quale (a ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti) verranno proiettati cortometraggi italiani (tra cui Cargo di Carlo Sironi, Dreaming Apecar di Dario Leone, Il battimanista di Roberto Cicogna, il pluripremiato Matilde di Vito Palmieri e Ad occhi chiusi di Lisa Riccardi), ma anche corti a tecnica mista realizzati da ragazzi con autismo, in animazione digitale o con assemblaggio fotografico. E ancora, corti internazionali provenienti da Inghilterra, Francia e Spagna, quali Silent Things di Rob Brown con Andrew Scott (il Moriarty della serie inglese Sherlock), Je m’appelle Nathan di Benoit Berthe e La polvere di Kabul di Morteza Khalegi.
Alle previste due sezioni competitive (Punti di vista, per corti a tema libero e Relativamente differenti, dedicata a filmaker con autismo od opere che affrontano la tematica autistica), si aggiungerà inoltre un terzo premio, Il cinema come rappresentazione del sociale, dedicato al giornalista Umberto Brancia, recentemente scomparso. La giuria di quest’ultima sezione sarà composta, tra gli altri, dai registi Giuliano Montaldo e Mimmo Calopresti, dal giornalista Santo Della Volpe e da Gian Maria Gillio, direttore della rivista «Confronti».
Chiuderà il festival la proiezione del film biografico Temple Grandin -Una donna straordinaria di Mick Jackson con Claire Danes (serie TV Homeland) nel ruolo della celebre zoologa americana con autismo, famosa per avere inventato la cosiddetta “macchina degli abbracci”e per avere rivoluzionato le pratiche per il trattamento degli animali negli allevamenti di bestiame.

Ancora sin troppo poco nota in Italia, la sindrome di Asperger, che come detto è una forma di autismo ad alto funzionamento, è stata spesso rappresentata al cinema e in televisione: personaggi con Asperger sono ad esempio la hacker Lisbet Salander della serie Millenium di Stieg Larsson, il protagonista investigatore delle serie Monk, l’ultimo Sherlock Holmes televisivo interpretato da Benedict Cumberbatch, ma Asperger sono presenti anche in altre serie, tra cui Parenthood, Boston Legal, The Big Bang Theory e Grey’s Anatomy. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@asfilmfestival.org.

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