Dopo il coma: nuove finestre che si aprono sul mondo

E quale opera letteraria meglio di “Alice nel paese delle meraviglie” racchiude in sé la caduta in un “buco oscuro” e il successivo ritorno in superficie? Ed è proprio con “Wonderland – Primo studio”, tratto dalla celebre opera di Lewis Carroll, che sta per concludersi a Bologna – con il Gruppo Teatrale Dopo… di Nuovo, Gli Amici di Luca, insieme al Teatro dell’Argine – la settima rassegna “Diverse abilità in scena”

Compagnai Teatrale degli Amici di Luca e Teatro dell'Argine

La compagnia teatrale bolognese degli Amici di Luca è pronta ad andare in scena con “Wonderland”, insieme al Teatro dell’Argine

Ultimo appuntamento, martedì 18 giugno a Bologna (Teatro Dehon, ore 21), per la settima edizione della Rassegna Diverse abilità in scena – da noi ampiamente presentata a suo tempo – curata da Fulvio De Nigris e promossa dall’associazione bolognese degli Amici di Luca, insieme al Centro Culturale Teatroaperto/Teatro Dehon.
In scena, questa volta, sarà Wonderland – Primo studio, con gli attori del laboratorio teatrale permanente alla Casa dei Risvegli Luca de Nigris degli Amici di Luca – compagnia composta da persone che hanno vissuto l’esperienza del coma e da operatori volontari -, tappa di avvicinamento allo spettacolo definitivo che debutterà il 7 ottobre prossimo, al Teatro Arena del Sole di Bologna, in occasione della Giornata Nazionale dei Risvegli.
Dopo il grande successo ottenuto nel 2012 insieme a Babilonia Teatro, con Pinocchio, la Compagnia Teatrale degli Amici di Luca torna dunque con una nuova produzione, curata insieme al Teatro dell’Argine (drammaturgia e regia di Nicola Bonazzi, che insieme a Deborah Fortini sta conducendo dal gennaio di quest’anno un laboratorio all’interno della Casa dei Risvegli Luca De Nigris), e tratta dalla celeberrima opera di Lewis Carroll Alice nel paese delle meraviglie.

«È stato un bell’incontro – sottolinea Fulvio De Nigris – quello con il Teatro dell’Argine e con Andrea Paolucci. Volevamo infatti proseguire il nostro percorso teatrale avvalendoci di una ricca professionalità del territorio, anche geograficamente vicina alla nostra struttura. Il nostro percorso, dunque, si arricchisce nell’intento di affrontare una condizione con gli strumenti del teatro, che può essere riabilitativo, annullare le differenze e coinvolgere facendo riflettere. Ci sono tante finestre aperte sul mondo: il teatro è una di queste. Ti fa vedere attraverso un pretesto – una favola, come nel  caso di Pinocchio -, che il mondo può essere una realtà pronta ad accettare tanti sogni. Per questo, sempre sulla favola, abbiamo accolto con grande piacere la proposta del Teatro dell’Argine di lavorare su un altro spettacolo tratto da Alice nel paese delle meraviglie. Perché il coma ti sorprende sempre, è un buco oscuro nel quale si entra, per uscirne. Come? Il risveglio può essere una delle tante meraviglie: un’altra finestra che si apre sul mondo».
«Nel novembre dello scorso anno – scrive Nicola Bonazzi, – gli Amici di Luca ci chiesero di tenere un laboratorio presso la Casa dei Risvegli Luca De Nigris. Una sfida. E ora che succederà? Chi incontreremo? Come li classificheremo? Disabili, ex-abili, traumatizzati, “quasi abili” un tempo traumatizzati, persone con esiti di coma, esitanti con le persone per essere stati in coma? E potremo parlare dei loro traumi? O si arrabbieranno e penseranno che siamo crudeli? E se quando parlano non capiamo, possiamo chiedergli di ripetere? Se li tocchiamo cosa succede? Ci contageranno? Possiamo ridere? Possiamo piangere? Possiamo? Poi tutto, come sempre, si è rivelato più semplice del previsto. Sono loro a condurre il gioco, sono loro a prenderti per mano e a istituire la relazione. E così ha cominciato ad affacciarsi l’idea di Alice. Alice cade nel buco, vede trasformare il proprio corpo, non ricorda più le cose, e infine deve ritornare in superficie».
«All’inizio – prosegue Bonazzi – pensavamo che Alice fossero loro. Poi abbiamo capito che siamo anche noi, noi che cadiamo continuamente nei luoghi comuni, che sempre rimuoviamo l’idea di trauma, noi che dobbiamo trasformare i nostri giudizi e il nostro approccio alla realtà, noi che non ricordiamo più come si sta insieme agli altri. E il “paese delle meraviglie” è il quotidiano riappropriarsi della vita da parte di chi ha subito uno scempio, ma è anche il nostro riappropriarci dei semplici gesti di apertura e di accoglienza, è la meraviglia del mondo che sempre ci sorprende con i suoi piccoli miracoli quotidiani».
«Nel nostro spettacolo – conclude il regista – una Alice piomba in uno strano posto senza tempo: anche lei è caduta – come sono caduti gli abitanti del luogo, bizzarre creature che si portano dietro la vitalità e la malinconia dei clown. Poi c’è un gruppo di maggiordomi (i nostri “Bianconigli”: infermieri, angeli custodi, guardiani?) che hanno l’arduo compito, tra indulgenza e fermezza, di costruire il percorso che riporta tutti a casa, fuori dal buco in cui sono, siamo caduti. Allora non c’è più “noi” e “loro”, ma c’è “insieme”, non c’è più palco e platea, non più finzione e verità, ma un territorio ibrido che produce una nuova, fruttuosa idea di umanità. E il paese delle meraviglie sconfina nel nostro mondo, scivola finalmente nella realtà e la sostituisce». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@amicidiluca.it.

Stampa questo articolo