Toscana: una protesta per garantire la Vita Indipendente

Circa venti persone con gravissime disabilità stanno occupando a Firenze la sede della Regione Toscana, chiedendo una garanzia scritta, all’interlocutore istituzionale, «che chi già riceve il contributo per la Vita Indipendente, continui a usufruirne almeno nella stessa entità, senza che vengano messe in discussione le graduatorie consolidate lo scorso anno»

In primo piano ruota di carrozzina, sullo sfondo altre persone con disabilità che protestano«La Regione Toscana ha stabilito che chi usufruisce già dei finanziamenti per la Vita Indipendente non è affatto garantito e può vedersi decurtare o addirittura non rientrare più tra i beneficiari, perché è stata istituita una graduatoria unica. Ma la Vita Indipendente, per le persone con grave disabilità, è sinonimo di godimento dei diritti fondamentali che la Costituzione riconosce e garantisce a tutti i cittadini. Chiediamo perciò una garanzia scritta che chi già riceve il contributo per la Vita Indipendente, continui a usufruirne almeno nella stessa entità, senza che vengano messe in discussione le graduatorie consolidate lo scorso anno».
Queste le dure dichiarazioni dei componenti delle Associazioni Vita Indipendente Toscana e Toscana Paraplegici, che di fronte al “silenzio” dell’interlocutore istituzionale, hanno deciso di attuare una protesta “estrema”, occupando la sede della Presidenza Regionale, in Piazza Duomo a Firenze, presso la quale una ventina di persone con gravissime disabilità, insieme ai loro assistenti personali, hanno passato anche una difficile notte all’addiaccio, con l’intenzione di proseguire a oltranza nell’iniziativa, fino a quando non si otterranno risposte soddisfacenti.
In tal senso, per la mattinata di oggi, 19 giugno, è stato anche promosso per le 11.15 un incontro con la stampa».

Una risposta ufficiale, per altro, è già arrivata dal presidente della Regione Enrico Rossi, che ha dichiarato: «Questa protesta non la sentiamo rivolta a noi, che abbiamo sempre fatto tutto il possibile per andare incontro alle loro richieste». «Voglio ricordare – ha poi aggiunto – che il progetto Vita Indipendente si fa solo qui in Toscana, ed è tutto a carico della Regione. È fuori dai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), non è previsto dalle Leggi dello Stato. Capiamo che ci vorrebbero maggiori garanzie, ma per questo sarebbe necessaria una Legge dello Stato. Ma lo Stato ha tagliato da 2 miliardi a 300 milioni il Fondo per il sociale e la disabilità, mentre in Toscana dal 2012 al 2013 abbiamo aumentato la quota destinata al progetto Vita Indipendente da 5,2 a 7 milioni di euro».
Qualche perplessità, su queste parole del Presidente della Regione Toscana, dobbiamo certamente esprimerla. Niente da dire, infatti, sulle cifre espresse, ma sul fatto che «il progetto Vita Indipendente si faccia solo in Toscana» certamente sì, pensando ad esempio a quanto viene da tempo attuato anche in altre Regioni e segnatamente in Sardegna, come di volta in volta riferiamo anche nel nostro giornale.
Che poi «non esistano Leggi dello Stato» significa disconoscere ad esempio l’esistenza di una Legge (la 162/98), nella quale si parla testualmente di «garantire il diritto ad una vita indipendente alle persone con disabilità permanente e grave limitazione dell’autonomia personale nello svolgimento di una o più funzioni essenziali della vita, non superabili mediante ausili tecnici» e di rendere possibili «le modalità di realizzazione di programmi di aiuto alla persona, gestiti in forma indiretta, anche mediante piani personalizzati per i soggetti che ne facciano richiesta, con verifica delle prestazioni erogate e della loro efficacia».

Dal canto suo, l’assessore regionale al Diritto alla Salute Luigi Marroni – che ha incontrato le persone con disabilità protagoniste della protesta – ha detto loro di «non avere mai smesso di lavorare per garantire a tutti voi condizioni di vita migliori e la possibilità di vivere la vostra disabilità con autonomia, indipendenza e dignità». «Continueremo a lavorare come abbiamo fatto finora – ha proseguito -, incontrandovi periodicamente per avere da voi indicazioni e consigli».
E i tecnici dello stesso Assessorato hanno affermato di essere « costantemente al lavoro, per valutare ogni possibilità migliorativa, sia in termini di ulteriore incremento delle risorse, che in termini di più appropriata distribuzione dell’assegno». «Assicuriamo il nostro impegno – hanno concluso – a verificare e approfondire la questione della graduatoria unica, ai fini di poter valutare la possibilità di confermare, a chi lo ha già acquisito, il diritto a ricevere l’assegno».
Rossano Mancusi, infine, che nell’Assessorato al Diritto alla Salute è capo di Gabinetto, ha dichiarato di «voler capire quali siano i margini di revisione e miglior redistribuzione del fondo», precisando poi che «è in corso di elaborazione una bozza di legge, un testo unico che non riguardi solo la vita indipendente, ma inquadri tutti i problemi dei disabili, evitando frammentazione e polverizzazione delle risorse». E che sarebbe anche «in dirittura di arrivo la Delibera sulla protesica, che ha tenuto conto di alcune delle osservazioni avanzate dalle associazioni».

Ma tali rassicurazioni verbali non hanno affatto convinto le persone con disabilità, che hanno quindi deciso di continuare la loro protesta, resa ancor più dura dalle alte temperature di questi giorni a Firenze. Ne seguiremo naturalmente, come sempre, gli sviluppi, con l’auspicio che il problema possa trovare una soddisfacente soluzione. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: contatto@atponlus.org.

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