Sindrome di Down: lo scambio, il dialogo e la condivisione

Quaranta famiglie di persone con sindrome di Down, con genitori e figli a confronto, hanno partecipato a Formia (Latina) al Campus di “Allena-menti”, settimana di formazione promossa dall’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), con la possibilità di vivere insieme, condividendo momenti di riflessione e di studio, ma anche di relax. E il bilancio dell’iniziativa è stato più che positivo

Primo piano di occhi di una bimaba con sindrome di DownHa avuto un ottimo esito il Campus di Allena-menti, settimana di formazione per le famiglie di persone con sindrome di Down dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) – presentata nei giorni scorsi anche dal nostro giornale -, ultima tappa del progetto annuale Sempre più in-forma: allena-menti per soci AIPD, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha fornito ai soci dell’Associazione – e non solo – materiale di studio e di approfondimento su temi quali l’autonomia, l’identità, la sessualità, il mondo del lavoro, la residenzialità, i ruoli e le dinamiche nella famiglia, attraverso una serie di videolezioni.

Quaranta nuclei familiari, dunque, con genitori e figli a confronto, sono stato coinvolti in questo ciclo di formazione, tenutosi a Formia (Latina), durante il quale hanno avuto la possibilità di vivere insieme, condividendo momenti di riflessione e di studio, ma anche di relax.
Molti i commenti positivi contenuti nel “libro-diario” della settimana, sia per la ricchezza della condivisione, che per la creazione delle relazioni, oltreché per il desiderio e la voglia di tenersi aggiornati, con tanta forza scambiata tra famiglie che vivono la medesima realtà, pronte a continuare un percorso educativo che porti i propri figli con sindrome di Down a una vita in autonomia.
«Un ringraziamento sincero – sottolinea Andrea Sinno, uno dei due operatori dell’AIPD presenti a Formia – va certamente rivolto alle famiglie che hanno partecipato al Campus. Infatti, è soprattutto grazie alla loro voglia di mettersi in gioco e di confrontarsi che si deve il successo dell’iniziativa, prima esperienza del genere per la nostra Associazione». «A tutti, credo, è apparso evidente – conclude poi – che un contesto del genere favorisca il coinvolgimento attivo dei partecipanti, come pure il sentirsi davvero parte dell’associazione; questa modalità di formazione, intesa anche come incontro e scambio reciproco, in un clima rilassato e piacevole, è pertanto un’esperienza che vorremmo a tutti i costi replicare in progetti futuri». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampaaipd@gmail.com (Marta Rovagna).

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