Buoni segnali dal “Pacchetto lavoro”, ma serve di più

Nel commentare il cosiddetto “Pacchetto lavoro”, approvato dal Consiglio dei Ministri, il Segretario Confederale della CISL valuta come positivi sia la definizione normativa del limite di reddito individuale, per il diritto alla pensione di invalidità, sia la volontà di tornare a finanziare il Fondo per il Lavoro dei Disabili, e tuttavia chiede di non dimenticare la condizione di disabilità, nel quadro degli incentivi all’occupazione giovanile

Donna in carrozzina al lavoro a una scrivaniaArriva da Pietro Cerrito, segretario confederale della CISL, il primo commento “a caldo” sull’approvazione del cosiddetto “Pacchetto lavoro”, da parte del Consiglio dei Ministri, che secondo il rappresentante sindacale «contiene diversi segnali positivi per le persone con disabilità». E tuttavia, aggiunge Cerrito, «chiediamo al presidente Letta e a questo Governo ancora uno sforzo».
«Dopo innumerevoli richieste anche da parte della nostra organizzazione – si legge infatti nella nota diffusa dall’Ufficio Disabilità della CISL – accogliamo finalmente con piacere la definizione normativa del limite di reddito individuale – e non familiare – per il diritto alla pensione di inabilità dei mutilati e degli invalidi civili. L’incertezza in un settore così delicato non era davvero più ammissibile».
Il riferimento è naturalmente alla delicata questione sollevata dall’INPS alla fine del 2012, sul reddito di cui tenere conto, per l’assegnazione delle pensioni di invalidità civile, alla quale tanto spazio abbiamo dato in questi mesi e sulla quale stava anche procedendo una precisa Proposta di Legge (Atti della Camera n. 538, prima firmataria l’onorevole Margherita Miotto).

«Altrettanto favorevolmente – prosegue Cerrito – apprendiamo, via twitter, dell’intenzione del presidente Letta di tornare dotare con 22 milioni di euro il Fondo Nazionale per il sostegno all’assunzione dei lavoratori disabili, come da Legge 68/99 [“Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, N.d.R.], un Fondo ormai sostanzialmente azzerato. Lo stesso Piano d’Azione, che abbiamo concorso a scrivere nell’Osservatorio Nazionale Disabilità, la indicava come una indiscussa priorità. E speriamo che non si limiti ad un cinguettio!».
In questo caso ci si riferisce, naturalmente, al Programma d’Azione Italiano per la Promozione dei Diritti e l’Integrazione delle Persone con Disabilità, documento di respiro biennale, definito nel febbraio scorso – dopo un processo molto partecipato -, da parte dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità. Un organismo, quest’ultimo, previsto dalla Legge 18/09 di ratifica della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, della quale tutela, monitora e promuove i princìpi.

«E certamente è condivisibile – dichiara ancora il Segretario Confederale della CISL – la volontà di aprire il “Pacchetto lavoro” partendo dagli incentivi all’occupazione giovanile: una necessità per il Paese e per le persone. Ma qui chiediamo al Governo di non dimenticare i giovani disabili! Tra le condizioni, infatti, che devono avere gli under 29 per godere del bonus (essere cioè privi di lavoro da almeno sei mesi, non avere titoli di scuola superiore o avere almeno una persona a carico), crediamo debba essere inserita, in alternativa, anche la condizione di disabilità».

A questo punto, conclude Cerrito, «la Conferenza Nazionale per la Disabilità del 12-13 luglio a Bologna sarà l’occasione in cui fare il punto insieme delle condizioni di vita delle persone con disabilità nel nostro Paese. E sarebbe interessante che, in una situazione così difficile nell’ambito dell’assistenza sanitaria e dell’inclusione sociale, almeno nel campo del lavoro si potessero registrare questi importanti passi in avanti». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Silvia Stefanovichj (silvia.stefanovichj@cisl.it).

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