Quanta vita, nelle filastrocche di Rossella Fusco!

Immobilizzata a causa della SLA (sclerosi laterale amiotrofica), la malattia che l’avrebbe stroncata a 45 anni, Rossella Fusco, lucana trasferitasi in Emilia, cercava, con le sue filastrocche, di portare «più vita possibile nella sua stanza». Ora i suoi componimenti sono stati riuniti nella raccolta illustrata “La finestra sul mondo”, voluta dall’AISLA di Modena, opera che verrà presentata il 29 giugno a Venosa (Potenza)

Realizzazione grafica con pagine di libro che si trasformano in uccelli e volano via dalla finestra«Se ti è negato il piacere di vivere, se non hai la possibilità di evadere, hai pur sempre il potere di rendere fiabesca – o addirittura meravigliosa – la tua cattività». Sta in queste semplici parole di Rossella Fusco il senso della Finestra sul mondo (Edizioni Artestampa), il suo libro illustrato da alcuni disegnatori e pittori italiani – oltreché da disegni di bambini ispiratisi alle poesie in esso contenute – voluto dall’AISLA di Modena (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica).
L’opera verrà presentata, insieme a una mostra delle illustrazioni, sabato 29 giugno a Venosa, in provincia di Potenza (Sala del Trono del Castello Pirro Del Balzo, Piazza Umberto I, ore 18.30), dopo un’anteprima nei giorni scorsi a Modena.

Lucana di Venosa, la città natia del celebre poeta latino Orazio, Rossella Fusco si era infatti trasferita in gioventù a Modena, alla ricerca di un lavoro, ammalandosi poi di sclerosi laterale amiotrofica (SLA), per le cui conseguenze era scomparsa, appena quarantacinquenne, nel 2007. E proprio negli ultimi anni si era dedicata a “dettar versi”, per lo più filastrocche, rivolte a bambini e non, senza traccia di vittimismo e con tanta fiducia nel prossimo e voglia di vivere.
Per dare un’idea ai Lettori, ci basti riportare i versi del componimento – dedicato “ai bambini malati” – che dà il nome all’intera raccolta: «La finestra della mia stanza è rettangolare all’apparenza, / ma, quando la guardo, / ogni angolo diventa tondo / e riesco a viaggiare per tutto il mondo. / Se guardo le piante sul davanzale / mi trovo in una foresta equatoriale, / il gatto che è lì sdraiato / sembra un leoncino addormentato. / È una finestra davvero speciale, / nel cielo ci vedo il mare. / Le rondini con le ali spiegate / diventano onde disegnate. / Vedo un cantiere con una gru, / ci sono anch’io appesa lassù, / a dirigere le nuvole da Milano a Bologna, / passa anche una cicogna. / Ha portato una bambina / nella casa su in collina, / vedo il fiocco sulla porta, / il colore non importa. / Quando guardo i tetti / coi comignoli merlati / mi vedo principessa di castelli fatati. / Ogni giorno un uccellino si posa sul davanzale, / è sempre lo stesso che mi viene a trovare, / ci fissiamo per un momento, / poi vola via incontro al vento. / Lo seguo finché non diventa un puntino lontano / facendo ciao con la mia mano. / Quando si fa sera guardo le stelle, / poi mi addormento e sogno tante cose belle».

«I componimenti di Rossella Fusco – ha scritto il giornalista e scrittore Dario Biagi, nell’introduzione alla Finestra sul mondo – sgorgano da una principiante assoluta, senza filtri e suggestioni letterarie, e stanno in piedi. Non solo: li ha creati di punto in bianco, sotto l’assedio della malattia, quando cioè, non potendo più immergersi nel mondo, lei, così curiosa e aperta, cercò di portare la vita, quanta più vita possibile, dentro la sua stanza: animando e umanizzando quanto le stava intorno, dal divano al frigorifero, alla caffettiera, al dizionario. E tuttavia, Rossella non viola mai lo statuto del genere filastrocca. Che impone di essere lievi e scherzosi. Sublima la sua immobilità coatta, rendendo meraviglioso quel che la circonda».
«Abbiamo voluto questa pubblicazione – spiegano i responsabili dell’AISLA di Modena, alle cui iniziative finalizzate al sostegno della ricerca e dell’assistenza delle persone ammalate di SLA andrà il ricavato delle vendite – per tenere viva la memoria di Rossella, una delle prime ammalate ad avvicinarsi alla nostra Associazione, e ricordare la sua voglia di vita, il suo coraggio e la sua intelligenza, che rimangono a noi come insegnamento, per continuare a impegnarci nella lotta contro questa terribile malattia». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: segreteria@aislamodena.it, info@aislamodena.it.

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