Bene i disability manager, ma che siano professionisti

Plaude la SIDiMa (Società Italiana Disability Manager) alle parole pronunciate dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, che durante la recente Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità di Bologna, ha auspicato l’inserimento di un disability manager presso i Ministeri e in enti pubblici quali l’INPS e l’INAIL. «Ma – si sottolinea – dovranno essere sempre persone di provata professionalità nel settore»

Uomo in carrozzina al lavoro a una scrivaniaL’Associazione SIDiMa (Società Italiana Disability Manager), che rappresenta a livello nazionale i disability manager – figure di “facilitatori”, che mettono a disposizione le proprie competenze nell’ambito dei servizi offerti dalla comunità alle persone con disabilità e alle loro famiglie – ha accolto con soddisfazione le parole di Enrico Giovannini, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, che durante la quarta Conferenza Nazionale sulle Politiche per le Disabilità, recentemente svoltasi a Bologna, ha auspicato l’inserimento di un disability manager presso i Ministeri e altri enti pubblici, quali l’INPS e l’INAIL.
«Apprendiamo con piacere – dichiara in tal senso Rodolfo Dalla Mora, presidente della SIDiMa – che il ministro Giovannini dimostra sensibilità su questo tema e auspichiamo che per il ruolo di disability manager vengano scelte persone di provata professionalità, con un adeguato percorso formativo alle spalle. Ci auguriamo inoltre che il Ministero intenda coinvolgere la nostra organizzazione in questo processo, nonché nella formazione del prossimo Osservatorio Nazionale sulla Disabilità».

Ad oggi, infatti, la SIDiMa è un punto di riferimento per i più di cento disability manager diplomatisi da quando, nel 2009, partì il primo corso di perfezionamento in questo settore, presso l’Università Cattolica di Milano. L’Associazione ha come mission quella di promuovere occasioni di formazione continua e di creare una rete che unisca le figure che ad essa fanno riferimento, con gli altri professionisti e soggetti del Terzo Settore che si occupano di disabilità.
«I profili professionali dei disability manager – sottolinea Dalla Mora – sono i più vari, anche perché essi non hanno ancora un riconoscimento giuridico ufficiale. Attualmente, dunque, si parla di una “competenza” e non di una “professione”, ma in ogni caso di figure che devono essere contraddistinte da un’elevata capacità professionale e dall’essere primariamente al servizio delle persone con disabilità e delle loro famiglie».

Alla luce di tutto ciò, quindi, il Presidente della SIDiMa ritiene «fondamentale garantire che il disability manager sia concretamente messo in grado di rappresentare gli interessi delle persone con disabilità e che l’ente di appartenenza – sia un Ministero o un Ente Locale -, deve riconoscerne la professionalità e l’autonomia di lavoro, evitando, ad esempio, che il ruolo venga affidato a un impiegato qualsiasi, o mettendo questa etichetta a un dipendente spostato da un altro ufficio. Servono infatti persone motivate e preparate». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info.sidima@gmail.com.

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