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Marche: no a quell’istituzionalizzazione legalizzata

Uomo con disabilità davanti a una finestra con grataDopo che nelle scorse settimane anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) aveva denunciato le evidenti violazioni della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, contenute in quella Delibera della Giunta Regionale Marche (n. 1011/13), che ha definito lo standard di personale nei servizi per la salute mentale, anziani non autosufficienti, persone con demenza e disabili, denunciando la volontà di tornare «alla logica degli Istituti, che si riteneva conclusa da anni», è ora l’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) a prendere una dura posizione contro il medesimo provvedimento, tramite le parole di Roberto Speziale, presidente nazionale dell’Associazione, che ha inviato una nota formale a tutti principali esponenti istituzionali della Regione, sottolineando tra l’altro «l’assoluta necessità di rivedere con urgenza la Delibera» e intendendo «garantire il massimo appoggio all’ANFFAS Marche per tutte le iniziative che porrà in essere per contrastarla».

«Con questo provvedimento – dichiara Speziale in una nota – vengono in pratica ripristinati i vecchi istituti, poiché si prevedono per ogni complesso dai quaranta ai sessanta posti e si cancella così tutto ciò che nel corso degli anni, faticosamente, si è costruito per garantire servizi a misura di persona e mirati all’inclusione sociale, nel pieno rispetto della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e del Programma d’Azione biennale sulla disabilità, approvato dal Governo e presentato ufficialmente alla Conferenza Nazionale di Bologna del luglio scorso».
«Qui – prosegue il Presidente dell’ANFFAS – non stiamo parlando di numeri, ma della vita di cittadini, già gravata da carenze di opportunità e discriminazioni. È infatti impensabile poter creare in tali condizioni un ambiente di vita favorevole che consenta di rispettare i diritti umani delle persone con disabilità, promuovendone l’inclusione sociale e un buon livello di qualità della vita, così come è impensabile poter garantire dei servizi e dei sostegni adeguati a persone che hanno necessità ed esigenze diverse, costrette a condividere spazi e condizioni non adeguati».

«Auspichiamo dunque – conclude Speziale – una soluzione che rispetti la dignità e i diritti dei cittadini, respingendo con forza ipotesi che ci spingono a tornare indietro di decenni e ribadendo il nostro deciso appoggio a tutte le iniziative che l’ANFFAS Marche, insieme alle altre organizzazioni presenti nella Regione, deciderà di intraprendere per tutelare i diritti delle persone e delle famiglie che rappresentiamo da oltre cinquant’anni». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: comunicazione@anffas.net.