Bene per il bagno, ma in caso di incidente?

«Oggi – sottolinea Roberto Vitali – la situazione dei servizi igienici accessibili, per le persone con disabilità motoria che viaggiano in auto, è nettamente migliorata, mentre invece non è ancora per niente garantita la sicurezza, né una chiara e corretta informazione sulle eventuali modalità di evacuazione». E cita, a tal proposito, alcuni casi significativi di importanti gallerie autostradali, in Italia e non

Ingresso del Traforo del Gran Saso

L’ingresso del Traforo del Gran Saso, sull’Autostrada Roma-l’Aquila

Se c’è uno strumento che può rappresentare più di altri l’autonomia per una persona disabile è sicuramente l’auto. Provate a pensare: nelle nostre città i marciapiedi sono scassati, i mezzi pubblici scarsamente accessibili, gli altri mezzi di trasporto, su tragitti medio-lunghi, hanno delle difficoltà o dei tempi di prenotazione che sono, a volte, esagerati. Con i mezzi pubblici, poi, il rischio che il proprio viaggio non sia soddisfacente al 100% è concreto. Qual è l’alternativa? La propria vettura.

Da molti anni viaggio con una certa frequenza, facendo mediamente tra i 50 e gli 80.000 chilometri all’anno e solo la mia auto mi permette di poter andare dove mi pare e nei tempi che ho deciso. Ricordo ancora quando alla fine degli Anni Ottanta, a 18 anni, ho preso la patente e per la prima volta sono andato a farmi un giro da solo! Da allora ho iniziato a spostarmi in macchina. È diventata il mezzo di trasporto preferito per i miei viaggi di lavoro e non. Ricordo anche che non sapevo mai se fermandomi nell’area di servizio, fosse possibile trovare un bagno in cui io potessi entrare con la mia carrozzina. Ora la situazione è nettamente cambiata e trovare un bagno accessibile in area di servizio è ormai una garanzia.
Quello che invece ancora non è garantito, per le persone disabili, soprattutto se hanno problemi motòri, è la sicurezza durante il viaggio. Qualche anno fa, andando in Svizzera, ho percorso la Galleria del San Gottardo, circa sedici chilometri sotto la roccia, due corsie a 70 chilometri orari di velocità, dove ogni tanto c’era una piazzola in cui fermarsi in caso d’emergenza, ma, sorpresa, per poter arrivare alla via di fuga, c’era un marciapiede, senza scivoli, di circa 30 centimetri! Assolutamente insormontabile. Da quel momento ho iniziato a far caso che anche le colonnine di emergenza, che oramai stanno scomparendo (forse perché tutti abbiamo sempre a portata di mano un telefono), non erano sempre facilmente raggiungibili per chi si muove su una carrozzina.
Quando poi nel 1999 ci fu quel grande incendio che bloccò la Galleria del Monte Bianco, alla sua riapertura, nel 2002, mi chiesi quali garanzie fossero state previste in caso di emergenza per chi ha problemi di mobilità. Allora ricordo di aver chiesto informazioni al Ministero dei Lavori Pubblici senza ricevere mai una risposta.
Spesso faccio la Roma-l’Aquila e ogni volta che attraverso il Traforo del Gran Sasso mi chiedo: quali rischi corro? Sono sicuro in caso di incidente di riuscire a scappare per le vie di fuga che tutti gli altri possono usare? Nei tunnel autostradali o nei trafori quali garanzie vi sono di poter fare un’evacuazione sicura anche per una persona con disabilità che abbia un imprevisto o sia coinvolta in un incidente in galleria?

Sappiamo bene che la prima garanzia di sicurezza è la prevenzione, che di solito si riesce a fare con l’informazione. Informazione che dev’essere disponibile, facilmente individuabile o reperibile per chi, come me, vorrebbe essere preparato in caso di incidente o semplice imprevisto in galleria.
Ebbene, a oltre dieci anni dal tragico incidente del 1999 ho verificato su vari portali (quelli di Autostrade per l’Italia e Traforo del Monte Bianco) la presenza di indicazioni utili sull’argomento. In uno ho trovato la Carta dei Servizi, dove si raccontano tante cose, ma nemmeno un capitoletto è dedicato alla sicurezza delle persone disabili e alle loro modalità di evacuazione. Tanto poi per restare allegri, nemmeno nella Carta dei Servizi di Autostrade si fa il minimo cenno alle persone con disabilità, se non per dire che esistono i servizi igienici accessibili.

Ora, proprio per la sicurezza di chi viaggia in auto sulle nostre autostrade e ha qualche problema di mobilità vorrei capire se oltre a poter andare in bagno ho il diritto anche a salvarmi in caso di incidente! Chissà se le norme lo prevedono… Inutile dire che sarebbe carino saperlo e sapere come comportarci…

Fondatore e presidente di Village for all (V4A), marchio di qualità del turismo accessibile. Testo apparso anche in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it» (con il titolo “Le autostrade, la sicurezza e le vie di fuga inaccessibili”). Viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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