Lazio: così dovrà essere la nuova Legge sui servizi sociali

Dovrà cioè tenere concretamente conto della Convenzione ONU e delle Linee di Intervento del Programma d’Azione biennale sulla disabilità, e dovrà anche coinvolgere le organizzazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie, al di là della mera consultazione. Lo dichiara il Presidente della FISH Lazio, esprimendo apprezzamento per la volontà dichiarata dalla Regione di adottare appunto una nuova Legge sui servizi sociali

Donne con disabilità in primo piano, tra tante persone che manifestanoApprezzamento viene espresso dalla FISH Lazio (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), per lo sforzo della Giunta del Lazio e dell’Assessore alle Politiche Sociali, nel rilanciare – come è stato fatto in questi giorni – il tema dell’adozione di una nuova Legge Regionale sui servizi sociali, ritenuta «necessaria – come afferma in una nota Dino Barlaam, presidente della FISH Lazio -, oltre che per ottemperare al recepimento della Legge 328 del 2000 [la nota Riforma dell’assistenza”, N.d.R.], anche per recepire numerose normative di settore che possono incidere nel miglioramento della qualità della vita dei cittadini della nostra Regione».

«Nell’ambito di tale osservazione – prosegue il Presidente della Federazione – intendiamo sottolineare la necessità di prevedere, per le politiche in favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie, il rispetto della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, recepita dalla Legge dello Stato 18/09 e pertanto, nella stesura dell’elaborato, sarà necessario tenere conto delle prescrizioni in essa contenute, ritenendo insufficiente la sola enunciazione di rispetto nella premessa e/o nell’articolato. Allo stesso tempo riteniamo necessario tenere conto della proposta di Programma d’Azione biennale sulla disabilità, già approvato dal Governo e presentato in luglio alla Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità di Bologna, prestando particolare attenzione alle Linee di Intervento n. 3 (Politiche, servizi e modelli organizzativi per la vita indipendente e l’inclusione nella società) e n. 6 (Salute, diritto alla vita, abilitazione e riabilitazione) di tale documento, in quanto strettamente correlate e compatibili con l’indicazione dell’integrazione socio-sanitaria».

Da ultimo, ma non certo ultimo, Barlaam ricorda anche l’esigenza di un coinvolgimento delle organizzazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie, che vada oltre la funzione di consultazione. «Riteniamo imprescindibile – dichiara infatti – che Nulla su di Noi senza di Noi vada tradotto in un ruolo da svolgere in modo attivo e riconosciuto, soprattutto nell’elaborazione del livello essenziale dell’informazione, del segretariato sociale e del supporto alla realizzazione del piano assistenziale personalizzato, valorizzando le esperienze e le professionalità esistenti in tali organizzazioni». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio Stampa FISH Lazio (Daniele Stavolo), ufficiostampa.lazio@fishonlus.it.

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