L’estate dei bambini e la fiera degli adulti

Sono mesi di intense attività, per la Fondazione Bambini e Autismo di Pordenone, tra le cui nuove iniziative vanno segnalati sia il “Punto gioco”, dedicato a bambini con autismo e non, sia la partecipazione – in queste settimane – alla Fiera Campionaria del Friuli Venezia Giulia, con uno stand in cui sono esposte le opere prodotte dalle persone adulte con autismo dell’Officina dell’Arte, il noto laboratorio della Fondazione stessa

Officina dell'Arte della Fondazione Bambini e Autismo di Pordenone

Uno dei locali dell’Officina dell’Arte della Fondazione Bambini e Autismo di Pordenone

Quest’anno le attività estive della Fondazione Bambini e Autismo di Pordenone non solo non hanno subìto un ridimensionamento, rispetto a quelle che correntemente e quotidianamente contraddistinguono il lavoro di tale organizzazione, ma si sono invece aggiunte a queste ultime, ampliando il numero dei servizi.
Tra queste, ve n’è una che è stata pensata proprio per i bambini con autismo, vale a dire il Punto gioco, iniziativa diurna alla quale hanno partecipato anche i cosiddetti “fratelli NT” (NeuroTipici) e le cui edizioni si sono concentrate tra la fine di agosto e gli inizi di settembre, in un periodo dell’anno, quindi, dove analoghe iniziative estive di altre agenzie ed enti si erano concluse e non era ancora iniziata la scuola.
Alle due settimane hanno partecipato bimbi tra i 3 e i 7 anni e tra gli 8 e i 12, divisi in due gruppi. La sede è stata Villa Le Rogge, nuova struttura della Fondazione pordenonese, e le attività di tipo ludico-ricreativo sono state pensate e programmate con una particolare attenzione alla crescita dell’autonomia dei piccoli, anche tramite varie situazioni, dai parchi monotematici, alle piscine, alle fattorie e altre ancora, tutti tasselli che hanno formato un percorso riabilitativo, teso a creare soddisfazione e benessere nei bambini.

Mentre però veniva condotta questa sperimentazione – di cui, va ricordato, non esistono purtroppo in Italia esperienze analoghe – un ulteriore progetto è stato sviluppato, dedicato questa volta alle persone adulte con autismo. Si tratta della partecipazione alla 67a Fiera Campionaria del Friuli Venezia Giulia, in corso di svolgimento a Pordenone fino al 16 settembre, dopo una prima tre giorni dal 7 al 9 settembre.
La Fondazione è infatti presente alla kermesse con un proprio stand, dove vengono esposti prodotti dell’Officina dell’Arte, il noto laboratorio che opera all’interno della Fondazione stessa. Lo spazio espositivo è esattamente all’interno del Giardino di autunno – tema portante di questa edizione della Fiera friulana – e quindi anche i prodotti presentati, per colori e specificità, sono riconducibili alla stagione autunnale.
Per la Fondazione Bambini e Autismo, questa esperienza ha un doppio significato, ovvero da una parte far conoscere le proprie attività a un vasto pubblico, generalista, e dunque non coinvolto necessariamente nelle tematiche legate al disturbo autistico, dall’altra far crescere l’autostima di persone che nel corso del tempo sono diventati degli ottimi artigiani.
«Per quanto riguarda il primo aspetto – sottolinea Davide Del Duca, direttore generale della Fondazione – questo rientra in quel lavoro culturale attorno all’autismo che in mille modi cerchiamo di portare avanti, nel tentativo di creare le condizioni nel territorio di una vera integrazione delle persone nel tessuto sociale della città. Non ci può essere integrazione, infatti, se non si abbattono antichi stereotipi culturali attorno alla sindrome e per farlo, accanto alle parole ci vogliono i fatti. In tal senso, le opere esposte in Fiera sono fatti assai concreti, espressione di quei talenti che molte persone con autismo hanno e che possono mettere a frutto se messe nelle giuste condizioni di agire».

Per quanto poi riguarda il secondo aspetto, esso ha a che fare con l’impostazione stessa dell’Officina, un centro lavorativo che non è un normale centro diurno per persone con handicap, ma è al contrario una struttura dove persone con autismo e non lavorano assieme all’interno di un laboratorio pensato per le prime. La giornata lavorativa, del resto, è del tutto simile a quella di un normale posto di lavoro e ci sono dei prodotti realizzati che vengono venduti.
«Ora – spiega ancora ancora Del Duca – l’obiettivo di questa nostra iniziativa in Fiera non è certo quello di incrementare massicciamente le risorse finanziarie della Fondazione attraverso la vendita dei prodotti, quantunque, in tempi di crisi tutto possa aiutare, ma è quello di portare i prodotti al cospetto di persone che non conoscono l’autismo e che possono guardare, comprare o non comprare i prodotti, sulla base dell’interesse e della fascinazione che gli stessi esercitano. Questa “normale” funzione di merce che affidiamo dunque ai prodotti dell’Officina, in realtà, per i nostri utenti, che stanno frequentando a turno lo stand, ha ben altro significato: serve cioè ad aumentare la loro autostima. Il vedere infatti persone sconosciute, e dunque non parenti o amici, prendere in mano i manufatti, valutarli, chiedere informazioni, comprarli ecc., può dar loro grande soddisfazione e anche la giusta percezione che quello che fanno viene apprezzato e ammirato».
«Un bel passo avanti – conclude quindi il Direttore della Fondazione – per persone che nel nostro Paese, soprattutto in età adulta, normalmente contano “meno di niente” e alle quali mai nessuno penserebbe in termini lavorativi». (F.V.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: relazioniesterne@bambinieuatismo.org.

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