Trenitalia e ritardi “disinformati”: un utile precedente?

Potrà essere un utile precedente anche per le tante persone con disabilità sottoposte a disagi e disservizi nel trasporto ferroviario, quella Sentenza del Giudice di Pace di Roma, che ha condannato Trenitalia a risarcire un professionista dei danni subiti dal ritardo non segnalato di un convoglio?

Treno Roma Termini-Aeroporto di Fiumicino

Il treno che porta da Roma Termini all’Aeroporto di Fiumicino

Ci sembra certamente degna di nota la notizia diffusa in questi giorni dall’Agenzia ANSA, sulla condanna inflitta a Trenitalia da parte del Giudice di Pace di Roma, Gabriele Longo, a risarcire con poco più di 2.300 euro l’avvocato Andrea Mannino del Foro di Firenze, che nel 2009 aveva subìto un danno dal ritardo non segnalato del treno Roma Termini-Aeroporto di Fiumicino e che per questo era ricorso alle vie legali.

La Sentenza, depositata qualche mese fa, è stata resa nota dallo stesso Mannino, secondo il quale essa coincide con un vero e proprio “inedito” nel nostro Paese, ovvero con il fatto che per la prima volta la principale compagnia di trasporto ferroviario venga obbligata a risarcire un cliente per i danni subiti a causa di un ritardo “disinformato”. Infatti, come del resto accade sin troppo spesso, quel treno aveva subìto un considerevole ritardo per cause tecniche, senza che ciò venisse in alcun modo segnalato all’utenza in attesa.

L’importo del risarcimento stabilito dal Giudice di Pace di Roma – alla cui decisione sembra che Trenitalia non intenda opporsi – comprende danni e spese legali. Secondo il risarcito, si tratta di «una notizia certamente interessante per i tanti viaggiatori, nell’ordine di centinaia di migliaia di persone, che hanno subìto e/o continueranno a subire le conseguenze dei disservizi nel settore dei trasporti su strada ferrata nel nostro Paese ed è un passo fondamentale sulla strada della difesa dei diritti dei consumatori in una società nella quale, talvolta, i grandi interessi economici prevalgono su quelli del cittadino».
Parole, queste, quanto mai interessanti, per chi – come il nostro giornale – segue ormai da anni tutti i disservizi e le vere e prooprie discriminazioni nel settore ferroviario, riguardanti le persone con disabilità. Potrà essere, questo, un utile precedente anche per loro? (S.B.)

Ringraziamo Alessandro Censi Buffarini per la segnalazione.

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