Altro incendio, altre vittime, sempre con disabilità

Dopo l’ennesima strage, in Russia, in una struttura che accoglieva persone con disabilità intellettiva, a causa di un incendio, va sottolineato, scrive Giorgio Genta, «che in molti Paesi del mondo il livello di sicurezza di strutture simili è spaventosamente basso, argomento su cui riflettere, mentre si continuano a impiegare enormi cifre per spese militari, senza dimenticare la “mala politica” e le tante speculazioni a danno dei cittadini»

Luka, Russia, settembre 2013, incendio a struttura di disabili intellettivi

I vigili del fuoco spengono la fiamme nella struttura di Luka, in Russia

Ancora un incendio in una struttura che accoglieva persone con disabilità intellettiva e ancora una volta una strage. È accaduto a Luka, in Russia, 220 chilometri a sud-est di San Pietroburgo (Russia).
Un vecchio edificio di legno e mattoni, costruito circa centocinquant’anni fa, assalito dalle fiamme di notte: strage tra gli ospiti, molti dei quali erano sotto sedativi, e morte anche di un “angelo”, ovvero di una sorvegliante, che dopo essere riuscita a trarre in salvo diversi ospiti, è perita tra le fiamme. I vigili del fuoco, giunti da 45 chilometri di distanza, hanno potuto solo spegnere le fiamme stesse, che avevano ormai distrutto la struttura.

In molti Paesi del mondo il livello di sicurezza di strutture simili è spaventosamente basso e si deve solo al sacrificio del personale se in caso di incidenti il numero delle vittime è relativamente limitato.
Ed è un argomento su cui certamente riflettere, mentre si continuano a impiegare enormi cifre per spese militari, senza dimenticare la “mala politica” e le tante speculazioni a danno dei cittadini, sia nei Paesi una volta definiti capitalisti, sia in quelli emergenti, sia in quelli ex comunisti. E in Italia l’abolizione effettiva degli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari) rischia di risolversi in un puro “cambio di sigla”, come più volte denunciato anche da queste pagine.

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