Quel ricorso collettivo non favorisce la reale integrazione

Pur giudicando pienamente legittime le ragioni di quel ricorso collettivo nazionale per il sostegno, lanciato da due madri di ragazzi con disabilità, Salvatore Nocera, vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), ribadisce che «l’obiettivo non dovrebbe essere quello di aumentare gli insegnanti di sostegno, ma di formare quelli curricolari, oggi assolutamente impreparati a lavorare con la disabilità»

Foto da dietro di bimbi in classeLe ragioni di quell’idea di ricorso collettivo nazionale per il sostegno, lanciata tramite Facebook da due madri di ragazzi con disabilità, e della quale abbiamo ampiamente riferito nei giorni scorsi, sono del tutto legittime, secondo Salvatore Nocera, vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), «perché il numero degli insegnanti continua ad essere insufficiente, ma si tratta di un’iniziativa che è come “un’arma a doppio taglio”, in quanto la vittoria è quasi certa, ma ciò non favorisce la reale integrazione degli alunni con disabilità».
Infatti, dopo avere per altro sottolineato che «per il presente anno scolastico l’organico di diritto è stato incrementato di quasi 30.000 insegnanti, lasciando sostanzialmente immutato il numero dei docenti di sostegno (106.000 lo scorso anno), ma riducendo la precarietà e assicurando una maggiore continuità didattica, fondamentale per gli studenti con disabilità», Nocera ricorda che «lobiettivo non dovrebbe essere quello di aumentare gli insegnanti di sostegno, ma di formare quelli curricolari, oggi assolutamente impreparati a lavorare con la disabilità».
«In altre parole – prosegue il Vicepresidente della FISH -, nella scuola italiana attuale, quando un ragazzo con disabilità  resta senza insegnante di sostegno è praticamente abbandonato a se stesso, mentre così non sarebbe, se i docenti curriculari ricevessero l’adeguata formazione, come da anni chiediamo al Ministero e se, contemporaneamente, diminuisse il numero degli alunni per classe».

«Semplicemente vergognoso», poi, viene definito da Nocera il fatto che molti studenti con disabilità, nelle ore in cui non hanno il sostegno, tornino a casa. «Ciò – aggiunge – viola tra l’altro la Legge Quadro 104/92, che vieta l’esclusione dalla frequenza scolastica a causa della disabilità».
Rispetto infine all’anno scolastico appena iniziato, non sono troppo ottimistiche le parole di Nocera, secondo il quale, «anche se le famiglie si vedranno per lo più assegnate le stesse ore di sostegno dello scorso anno, come sempre, però, in assenza dell’insegnante di sostegno, i ragazzi saranno abbandonati a loro stessi». (S.B.)

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