Caro Alfano, ti sono “diversamente grato”!

«So bene – ha dichiarato il segretario del PdL Angelino Alfano – che quelle posizioni sono interpretate da nuovi Berlusconiani, ma, se sono quelli i nuovi berlusconiani, io sarò diversamente berlusconiano». «Diversamente berlusconiano! – scrive con acre ironia Franco Bomprezzi -. Magnifico, benvenuto fra noi, persone con disabilità, spesso definite, con annessa pacca sulla spalla, come “diversamente abili”»

Angelino Alfano

Il segretario del PdL e vicepresidente del Consiglio dimissionario Angelino Alfano

Caro Alfano, ci voleva la tua strepitosa “battuta umoristica”, per sdrammatizzare una situazione deplorevole. «Se prevarranno quegli intendimenti – hai scritto di tuo pugno -, il sogno di una nuova Forza Italia non si avvererà. So bene che quelle posizioni sono interpretate da nuovi Berlusconiani ma, se sono quelli i nuovi Berlusconiani, io sarò diversamente Berlusconiano».
Diversamente Berlusconiano! Magnifico, benvenuto fra noi, persone con disabilità, spesso definite con annessa pacca sulla spalla: “diversamente abili”.

Ho capito quel che ti è successo. Grazie a un’intuizione subliminale, in un solo istante ti sei reso conto di avere un handicap, un deficit, una minorazione fisica, sensoriale, e – se non ti offendi – anche relazionale. Ti sei accorto di non essere, per così dire, molto considerato dai tuoi sodali di partito. Un po’ come noi, che tutti i giorni cerchiamo di far capire le ragioni, i princìpi, i diritti, le esigenze di un mondo complesso e variegato, ma quasi sempre veniamo ignorati, o ipocritamente vezzeggiati.
Ecco: hai giocato un po’ ingenuamente su quell’avverbio, “diversamente”, che per noi è diventato quasi un incubo, una tassa da pagare (sic!), un tributo al malinteso ed edulcorato “politicamente corretto” che cerca disperatamente di negare la realtà dei fatti.

A me, a molti di noi, l’espressione “diversamente abile” non piace per niente, è una locuzione solo italiana, non la trovi in nessun Paese al mondo. Nata con le migliori intenzioni, per valorizzare altre abilità, magari meno evidenti, si è trasformata ben presto in un boomerang, dando la malaugurata sensazione che essere persone con disabilità comporti quasi di conseguenza naturale lo sviluppo di “diverse abilità”.
Una fregnaccia, caro Alfano. La disabilità è un dato reale, si può modificare, contrastare, mettere in relazione alle barriere e all’ambiente ostile, ma il deficit resta e va messo nel conto dell’esistenza.

Hai scatenato letteralmente l’“inferno”, su Twitter e su Facebook. In fondo anche questa è popolarità. A noi, persone con disabilità, hai reso un ottimo servizio: se c’era un modo per rendere evidente l’ipocrisia che si cela dietro e dentro l’uso smodato del “diversamente”, era proprio questo.
Perché, se posso esprimere un mio sommesso parere, sei berlusconiano, e non “diversamente”, ma proprio fino in fondo. Non so se questo sia un handicap, dipende dai punti di vista. Ma fattene una ragione. È così. Benvenuto tra noi!

Direttore responsabile di «Superando.it».

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