Aggiornata la “Legge Stanca” (con colpo di scena finale)

È finalmente arrivato il Decreto Ministeriale che aggiorna i requisiti di accessibilità e le tecnologie utilizzabili per i siti web, da parte delle Pubbliche Amministrazioni, ampliando il novero dei soggetti obbligati a rispettare le regole. «Ci si aspettava di più – commenta Giulio Nardone, presidente dell’Associazione Disabili Visivi – e soprattutto non ci si aspettava che proprio il Ministero violasse per primo la nuova norma…»

Giovane cieco al computer«Sicuramente ci aspettavamo di più da questo tanto sospirato Decreto – dichiara Giulio Nardone, presidente nazionale dell’ADV (Associazione Disabili Visivi) – ma quello cui non eravamo veramente preparati ad assistere è stata la sua piena violazione nel momento stesso in cui è stato portato a conoscenza degli italiani!».
Ma come è tradizione della migliore letteratura gialla, lasciamo il colpo di scena per il finale e vediamo innanzitutto di cosa si sta parlando. Si parla del Decreto Ministeriale del 20 marzo 2013, denominato Modifiche all’allegato A del decreto 8 luglio 2005 del Ministro per l’innovazione e le tecnologie, recante: «Requisiti tecnici e i diversi livelli per l’accessibilità agli strumenti informatici», finalmente registrato alla Corte dei Conti il 6 agosto scorso e pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 217) il 16 settembre.

«Tale Decreto – spiega Stefania Leone, consigliera dell’ADV con delega per le problematiche legate alle tecnologie – aggiorna in sostanza i requisiti di accessibilità e le tecnologie utilizzabili per i siti web, da parte delle Pubbliche Amministrazioni, rispetto ai soggetti destinatari della cosiddetta “LeggeStanca” (Legge 4/04, Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici), recependo le linee guida internazionali sull’accessibilità (WCAG2.0) emanate dall’organismo W3C ormai nel 2008. I requisiti da ventidue divengono così dodici, alcuni dei quali suddivisi in punti di controllo, con i relativi riferimenti ai criteri di successo delle WCAG 2.0,  che devono guidare il lavoro degli sviluppatori del software».
«Un importante novità – rileva poi Leone – è l’obbligo dell’accessibilità dei documenti in formato .pdf, troppo spesso fotocopiati o fotografati e inseriti nei siti pubblici come “immagini”, risultando completamente illeggibili dagli screen reader, ausili utilizzati dalle persone non vedenti, e pertanto inaccessibili».

La stessa Stefania Leone, va ricordato, ha rappresentato la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) al Tavolo Tecnico istituito nel 2009 e 2010 presso la Presidenza del Consiglio, per la stesura del nuovo documento, Tavolo cui ha partecipato anche l’altra grande Federazione di Associazioni impegnate sulla disabilità, vale a dire la FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali di Persone con Disabilità).
«Si aspettava da tempo – sottolinea in tal senso la Consigliera dell’ADV – la conclusione dell’iter giuridico dell’aggiornamento della normativa, rallentato sia dalla burocrazia che dagli eventi politici di questi anni, che hanno visto cambiare più volte il Ministro competente. Questo Decreto, per altro, non va confuso con la recente Circolare dell’Agenzia per l’Italia Digitale [Circolare 61/13, N.d.R.], emanata l’11 marzo di quest’anno e avente per oggetto Disposizioni del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221 in tema di accessibilità dei siti web e dei servizi informatici. Obblighi delle Pubbliche Amministrazioni. Quest’ultimo documento, infatti, revisionato tra gli altri anche da chi scrive, non poteva avere grande effetto senza l’aggiornamento dei requisiti tecnici presenti nell’Allegato A della “Legge Stanca”, ora finalmente pubblicati, pur decretando nuovi controlli e obblighi da parte delle Pubbliche Amministrazioni e ampliando il novero dei soggetti erogatori di servizi, cui si applica la Legge 4/04».
«Oltre infatti alle Pubbliche Amministrazioni, agli enti pubblici economici, alle aziende private concessionarie di servizi pubblici, alle aziende municipalizzate regionali, agli enti di assistenza e di riabilitazione pubblici, alle aziende di trasporto e di telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale pubblico, alle aziende appaltatrici di servizi informatici, essa – conclude Leone – si applica anche a tutti i soggetti che usufruiscono di contributi pubblici o agevolazioni per l’erogazione dei propri servizi  tramite sistemi informativi o internet».

E torniamo quindi al “giallo” finale, svelato da Giulio Nardone, che dichiara: «Sono molto precise e puntuali le annotazioni di Stefania Leone. Peccato che non sia stata altrettanto precisa e puntuale l’ottemperanza al Decreto da parte del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca Scientifica (MIUR). Infatti, il Decreto che fa obbligo a tutte le Pubbliche Amministrazioni e perfino a numerosi enti privati di pubblicare gli atti in formato accessibile, è stato pubblicato dal MIUR in formato .pdf-immagine e quindi non è leggibile con i lettori di schermo che usano le persone non vedenti. Sembrerebbe uno scherzo, ma non lo è».
«Come ADV – conclude Nardone -, Associazione componente della FISH, denunciamo con forza questa  colpevole “distrazione”, chiedendo al Ministero di spiegare come e perché ciò sia avvenuto e di impegnarsi a non più disattendere i diritti all’accessibilità informatica delle persone con minorazioni visive». (ADV – Associazione Disabili Visivi).

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: presidenza@disabilivisivi.it.

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