I donatori del non profit si piegano, ma non si spezzano

Anche in tempi di grave crisi, i donatori del non profit continuano a sostenere le associazioni di cui si fidano, seppure con importi inferiori: è questo, in sostanza, il dato fondamentale emerso dalla più recente indagine condotta dall’IID (Istituto Italiano della Donazione), che in ogni caso conferma la grande importanza sociale ed economica del Terzo Settore italiano, non può relegabile a fanalino di coda del sistema produttivo nazionale

Mani piene di monetineL’andamento delle raccolte fondi delle organizzazioni non profit (ONP) per il 2012, guardando alle sole entrate da privati cittadini e imprese, è in linea con il 2011, pur registrando un timido miglioramento. Infatti, mentre dal 2011 al 2010 si era dimezzato il numero delle ONP che avevano migliorato la propria situazione, nell’anno successivo la situazione sembra leggermente migliorata.
È questo uno dei dati emersi nei giorni scorsi, durante la presentazione a Roma, da parte dell’IID (Istituto Italiano della Donazione), della decima indagine sull’andamento della raccolta fondi delle organizzazioni non profit italiane, condotta in collaborazione con l’ASSIF (Associazione Italiana Fundraiser) (se ne legga anche la presentazione nel nostro giornale).
Un ulteriore dato, per altro, quello delle entrate totali, appare in controtendenza a quello delle raccolte fondi, ciò che secondo l’IID può essere spiegato analizzando il panorama dei donatori più generosi, che anche questa volta si confermano essere i privati cittadini. Questi ultimi, infatti, sono passati dal 50 al 60%, rispetto all’indagine dell’anno precedente, mentre è arretrato di ben 15 punti percentuali il numero di ONP che hanno indicano la Pubblica Amministrazione come donatore più generoso.
In generale, si può dire poi che le ONP, nel loro complesso, guardino al futuro con un po’ più di fiducia, mentre le difficoltà maggiori riguardano certamente la minore disponibilità economica dei donatori e la difficoltà ad allargare la base di questi ultimi.
In altre parole, sembra proprio che anche in tempi di crisi i donatori fedeli continuino – per la maggior parte – a sostenere le associazioni di cui si fidano, ma con importi inferiori.

«La nostra indagine – commenta Edoardo Patriarca, presidente dell’IID – ben si inserisce nella fotografia del non profit scattata dall’Istat: oltre trecentomila organizzazioni attive sul territorio italiano, poco meno di un milione di occupati e quasi cinque milioni di volontari, per un valore economico stimato intorno al 5% del Prodotto Interno Lordo. Numeri, questi, che danno ulteriore voce a chi, come noi, da sempre afferma l’importanza strategica del Terzo Settore italiano che, per la sua fortissima valenza sociale ed economica, non può più essere relegato a fanalino di coda del sistema produttivo nazionale». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ornella Ponzoni (ornella.ponzoni@istitutoitalianodonazione.it).

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