Quel testo colpisce le persone con disabilità più grave

Così Pietro Barbieri, presidente della FISH, commenta la bozza della Legge di Stabilità per il 2014, di fronte innanzitutto all’ipotesi di un limite reddituale per la concessione dell’indennità di accompagnamento alle persone disabili gravi che abbiano compiuto 65 anni, ma anche pensando all’incertezza e alla scarsità di finanziamenti per i Fondi Sociali. «Reagiremo – dichiara Barbieri – come abbiamo già fatto in passato»

Una manifestazione a Roma promossa dalla FISH

Una manifestazione a Roma di persone con disabilità della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap). Si dovrà di nuovo tornare in piazza, di fronte alle ipotesi restrittive contenute nelle bozze della Legge di Stabilità per il 2014?

«Pensavamo di non dover rivedere le brutali ipotesi normative già avanzate negli anni scorsi dai precedenti Governi e invece ritroviamo, nella bozza della Legge di Stabilità, la volontà di risparmiare sulle gravi disabilità, comprimendo il diritto all’indennità di accompagnamento. Reagiremo, come abbiamo già fatto in passato».
Questo il commento a caldo di Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), dopo la lettura delle bozze della Legge di Stabilità per il 2014 (la vecchia Manovra Finanziaria), che prevede tra l’altro l’introduzione di un limite reddituale per la concessione dell’indennità di accompagnamento alle persone disabili gravi che abbiano compiuto i 65 anni di età.
Se tale testo diventerà legge, quindi, a chi disporrà di un reddito lordo superiore ai 40.000 euro (70.000 se coniugato), non verrà più concessa l’indennità di accompagnamento, mentre chi ne è già titolare non avrà più rivalutazioni.

«Chi ha elaborato quel testo – sottolinea Barbieri – dimentica che quella provvidenza ha una natura indennitaria, che è l’unico livello essenziale certo riconosciuto alle persone con disabilità. E, ancora una volta, si dimentica che la disabilità è la prima causa di impoverimento. Non si considera, infatti, che una persona anziana, con grave disabilità, spende gran parte delle proprie risorse, spesso intaccando il patrimonio, per garantirsi un’assistenza che lo Stato non offre. Il tutto in un Paese che preferisce sospingere le persone non autosufficienti verso il ricovero in istituto, anziché sostenere e favorire la domiciliarità».
«Si tratta – aggiunge il Presidente della FISH – di un attacco grave a un principio che ci illudevamo fosse condiviso. Quelle stesse persone, poi, dovranno fare i conti con il nuovo ISEE – l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, che a causa della cosiddetta “Legge Salva Italia” del Governo Monti, considererà come reddito la pensione sociale e di invalidità -, con i nuovi tributi, con la probabile introduzione di nuovi ticket e con la compressione dei servizi sociali da parte degli Enti Locali».

Una reazione del tutto contrariata, pertanto, quella della FISH, anche di fronte alla previsione di un Fondo per la Non Autosufficienza inferiore ai 300 milioni di euro e alla perdurante incertezza intorno al Fondo per le Politiche Sociali.
«Giusto in questi giorni – conclude Barbieri – Ban Ki-moon, segretario generale delle Nazioni Unite, confidava in un mondo dove le persone con disabilità possano avere un ruolo ancora più rilevante, come parte attiva del cambiamento. Ma i segnali che rileviamo sono di tutt’altra tendenza. Essi conducono infatti verso la dipendenza, la segregazione, la discriminazione. Altro che “parte attiva del cambiamento”!». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

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