Sperimentiamo insieme l’accessibilità

Un doppio evento, promosso per il 19 ottobre ad Ascoli Piceno e per il 9 novembre a San Benedetto del Tronto, dal Gruppo di Lavoro per l’Accessibilità, costituito all’inizio di quest’anno dal Consiglio dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Ascoli Piceno, all’insegna di alcune “passeggiate esperienziali”, per comprendere sino in fondo il senso di una vera “progettazione universale”

Ascoli Piceno, Piazza del Popolo

Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno,

Entrerà nel vivo, nei prossimi giorni, l’impegno del Gruppo di Lavoro per l’Accessibilità, costituito all’inizio di quest’anno dal Consiglio dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Ascoli Piceno, come avevamo ampiamente riferito anche nel nostro giornale.
Tale organismo, infatti, che avvalendosi del contributo di numerose Associazioni del territorio, si è posto l’obiettivo di contribuire alla diffusione della cultura dell’accessibilità, promuovendo l’approccio della “progettazione universale”, per migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini, ha organizzato un doppio evento, intitolato Una città per tutti. Sperimentiamo insieme l’accessibilità, dapprima per sabato 19 ottobre ad Ascoli Piceno, successivamente, per sabato 9 novembre, a San Benedetto del Tronto.
Si tratta in sostanza di tre diversi percorsi, pensati in entrambe le città coinvolte, da percorrere all’insegna di vere e proprie “passeggiate esperienziali”, introduzione ideale al percorso di aggiornamento professionale dedicato al tema dell’accessibilità, che l’Ordine degli Architetti ascolano ha in programma per il 2014.

«Comprendere le esigenze dell’altro – spiegano gli organizzatori -, quando in parte o in tutto sono diverse dalle nostre non è un esercizio semplice. Per un architetto, però, questo esercizio non può essere subordinato alla sensibilità individuale, poiché come professionista è tenuto a farsi interprete delle esigenze delle persone tutte, traducendole in prestazioni delle opere che progetta e realizza. Lo stesso va detto, ovviamente, per i tecnici e per gli amministratori pubblici, che a tali bisogni e aspettative sono chiamati a rispondere attraverso un’adeguata programmazione e pianificazione. Per rendere dunque più semplice la comprensione delle difficoltà che una cattiva progettazione comporta a particolari tipologie di utenza, abbiamo pensato di metterci letteralmente nei panni di chi queste difficoltà le affronta quotidianamente, “indossando” alcuni ausili che limiteranno le nostre abilità, ma che certamente aumenteranno la nostra consapevolezza».
Interessate dall’iniziativa, dunque, saranno le barriere architettoniche (ostacoli fisici e non), quelle sensoriali (“percepire lo spazio”) e quelle di comunicazione (“la città parlante”), temi per i quali rimandiamo alle relative schede qui pubblicate in calce e curate dallo stesso Ordine degli Architetti di Ascoli Piceno, che precisa anche: «Restano escluse dalla sperimentazione le disabilità psico-cognitive, quali ad esempio autismo e Alzheimer, vista l’impossibilità di esperire tali condizioni attraverso le dotazioni di ausili e tuttavia i rappresentanti delle Associazioni di categoria relazioneranno sulle difficoltà delle persone affette da queste patologie».

E a proposito di collaborazione delle Associazioni, sono numerose, quelle coinvolte, come inizialmente accennato. Si tratta esattamente dell’APM (Associazione Paraplegici delle Marche), dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) di Ascoli Piceno e Fermo, del CSV Marche (Centro Servizi per il Volontariato delle Marche – Sezione di Ascoli Piceno), dell’AER Picena (Associazione Emergenza Radio)-Operatori Radio in Protezione Civile, di Magica-Mente-Noi e l’Autismo di Folignano, dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), dell’ANIEP (Associazione Nazionale per la Promozione e la Difesa dei Diritti delle Persone Disabili), di Cittadinanzattiva, dell’ENS (Ente Nazionale dei Sordi), della Meridiana e dell’Unitalsi di Ascoli Piceno, dell’Associazione Donne per le Donne di San Benedetto del Tronto e del sito web Le mamme del Piceno. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: architettiascolipiceno@archiworld.it; elisabettaschiavone@live.it.

Le passeggiate esperienziali
Barriere architettoniche: ostacoli fisici e non
Quando parliamo di barriere architettoniche, la prima cosa che ci viene in mente sono gli ostacoli fisici che impediscono la fruibilità dell’ambiente costruito alle persone con disabilità motoria, nello specifico persone in sedia a ruote. Purtroppo questa associazione è divenuta nell’immaginario collettivo l’unica rappresentazione dell’ostacolo alla fruizione che spesso si riduce all’identificazione della barriera con la scala o uno spazio troppo stretto per il passaggio della carrozzina. Di fatto, le persone che utilizzano questo ausilio subiscono una forte limitazione alla propria autonomia dovuta alla cattiva progettazione, ma non sono le sole ad essere discriminate da soluzioni progettuali che di risolto hanno ben poco.
Lungo il primo itinerario pensato per il 19 ottobre ad Ascoli Piceno e per il 9 novembre a San Benedetto del Tronto, la sperimentazione sarà rivolta alle mamme con i passeggini e le persone in sedia a ruote, immaginando anche limitazioni diverse dovute, ad esempio, a condizioni di particolare affaticamento o dalla limitata funzionalità motoria, che richieda particolari ausili o meno.

Barriere sensoriali: percepire lo spazio
Un ostacolo fisico può rappresentare un problema non da poco anche per chi non ha alcuna limitazione fisica. Ad esempio può costituire un pericolo per chi non può vederlo o percepirlo. In molti casi l’ostacolo è rappresentato dall’assenza di elementi che permettano di orientarsi nello spazio, specie quando non è possibile farlo attraverso la vista. Con l’ausilio di occhiali oscurati e lenti che distorcono l’immagine reale, ci muoveremo dunque all’interno della città, esplorando con il corpo ciò che abitualmente viene letto dai nostri occhi.

Barriere di comunicazione: la città parlante
La sordità è una disabilità invisibile e in un mondo come questo, dove la comunicazione gioca un ruolo da protagonista, le persone sorde rischiano di essere spesso emarginate, tagliate fuori da tutto e da tutte le informazioni sonore, non potendo partecipare o afferrare attivamente tutto ciò che non è visibile ai loro occhi. Attraverso tale momento esperienziale, intendiamo mettere in evidenza le problematiche che le persone sorde incontrano nell’ambiente urbano, in totale assenza di feedback uditivo.
Si tratta di barriere di comunicazione che si manifestano sia nella carenza di informazioni visive che di sicurezza, contribuendo a creare molteplici disagi e rischi. Ad ogni partecipante, quindi, sarà data in dotazione una cuffia antirumore con la quale si muoverà durante il percorso, imparando a percepire l’ambiente “ascoltandolo” esclusivamente con gli occhi, nel più assoluto silenzio.
(a cura dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Ascoli Piceno)

Stampa questo articolo