Muoversi in autonomia in dieci diversi Paesi d’Europa

È sostanzialmente questo l’obiettivo generale del progetto europeo “Think Different Think Europe”, che ha per capofila l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), ovvero di rendere capaci le persone con sindrome di Down di promuovere progetti di cittadinanza attiva nei rispettivi Paesi di origine. La seconda fase dell’iniziativa, dopo l’“esordio” a Roma in maggio, è in programma a Parigi dal 24 al 26 ottobre

Uomo con sindrome di Down«L’aspetto più interessante di questa seconda fase di Think Different Think Europe è che il corso si terrà proprio sui temi sollecitati dalle persone con sindrome di Down che hanno partecipato all’incontro di Roma».
Sono parole di Paola Vulterini, coordinatrice per l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) del progetto Think Different Think Europe, finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito di Europe for Citizens, di cui è capofila la stessa AIPD e del quale nel maggio scorso avevamo seguito passo dopo passo la prima tappa di Roma, cui fa appunto riferimento Vulterini, evento cui avevano partecipato dieci delegazioni di Paesi europei, per un totale di settanta tra persone con sindrome di Down e caregiver, che avevano discusso e si erano confrontate sul tema della partecipazione politica e della consapevolezza delle proprie opinioni, oltre che sul modo di poterle esercitare attraverso il diritto di voto e sulla conoscenza dell’Europa come Istituzione.

In vista ora della seconda fase del progetto – in programma a Parigi da giovedì 24 a sabato 26 ottobre – già dallo scorso mese di settembre l’AIPD ha organizzato un pre-work a distanza. «C’è stato – spiega Vulterini – un lavoro di preparazione con gli operatori europei delle varie delegazioni che, con la formazione a distanza, hanno interagito con noi per la costruzione dei tre giorni di Parigi, focalizzando gli argomenti di maggiore interesse, quali la vita in autonomia, l’abitare, il cucinare e l’esercizio del diritto di cittadinanza».
L’obiettivo generale dell’iniziativa, lo ricordiamo, è quello di formare le delegazioni dei Paesi partecipanti (Francia, Germania, Irlanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Ucraina, Ungheria e naturalmente Italia), in modo da renderle capaci di muoversi in autonomia per la promozione di progetti di cittadinanza attiva nei loro rispettivi Stati.
L’intento è anche quello di continuare a lavorare in rete, in modo da poter rendere stabile il confronto e la messa in comune di buone prassi sull’argomento dei diritti delle persone con disabilità come cittadini europei.

Da segnalare infine che la fase conclusiva della tre giorni di Parigi vedrà anche la partecipazione dell’AIPD all’Assemblea Annuale dell’EDSA (European Down Syndrome Association), prevista il 26 ottobre nella capitale francese. (M.R. e S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio Stampa AIPD (Marta Rovagna), ufficiostampaaipd@gmail.com.

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