Un foglio bianco, come le politiche sulla disabilità

«Abbiamo voluto consegnare al Prefetto il nostro silenzio e la nostra composta indignazione, oltre a un foglio bianco, vuoto come le politiche italiane nei confronti della disabilità»: quasi 1.200 persone, a Napoli, hanno partecipato silenziosamente, ma animati da una potente indignazione nei confronti dei rappresentanti istituzionali, a una manifestazione promossa dall’Associazione Tutti a Scuola

Napoli, manifestazione di Tutti a Scuola, 14 novembre 2013

Un’immagine della manifestazione “silenziosa” promossa a Napoli dall’Associazione Tutti a Scuola

Quasi 1.200 persone hanno raccolto il messaggio lanciato dall’associazione napoletana Tutti a Scuola, che nei giorni scorsi aveva promosso nel capoluogo campano una manifestazione in Piazza Municipio, presentandola come «silenziosa, illuminata solo dalle candele e senza slogan, ma animata unicamente da una potente indignazione nei confronti dei nostri rappresentanti politici cittadini, provinciali e regionali».

«Abbiamo voluto rappresentare la nostra indignazione in silenzio – spiega Antonio Nocchetti, presidente di Tutti a Scuola – perché in silenzio la politica sta al cospetto dei disabili. Dovremmo parlare infatti dei Livelli Essenziali di Assistenza, della scuola dei disabili, delle terapie di riabilitazione che non esistono più, dei centri che chiudono, del dramma del “dopo di noi” che non esiste per i genitori dei ragazzi con disabilità ed è per questo che abbiamo voluto consegnare al Prefetto il nostro silenzio e la nostra composta indignazione, oltre a un foglio bianco, vuoto come le politiche italiane nei confronti della disabilità».

Tra le centinaia di genitori di ragazzi con disabilità che hanno sfilato dal Municipio alla Prefettura di Napoli, particolarmente significativo lo sfogo di una madre, che ha dichiarato: «Si è soli da ogni punto di vista. C’è la paura del dopo, ma anche del presente, di non farcela. Vorrei che per un attimo chi è al potere si mettesse nei nostri panni e comprendesse cosa significa avere un bimbo che non sa dire quello che ha, che non si sa esprimere. Così come noi, che non riusciamo ad esprimere in questo momento il nostro grande disagio». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@tuttiascuola.org.

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