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Afasia: adattarsi a “un altro ritmo”

Eugenio Allegri e Giancarlo Tovo, interprete e regista di "Un altro ritmo"

In primo piano Eugenio Allegri, protagonista del cortometraggio “Un altro rtirmo”, insieme al regista Giancarlo Tovo

Svegliarsi nella propria casa, a sessant’anni, e riscoprire che non si riesce più a parlare, anche se si è stati – ironia della sorte – docenti di Teoria del Linguaggio. Ora, però, il linguaggio è letteralmente intrappolato nella mente e si rifiuta di prendere forma in parole.
Uscire poi dalle mura di casa e affrontare la giornata, con gesti apparentemente banali, come comprare un giornale, che possono nascondere insidie, fraintendimenti e frustrazioni. E tuttavia, a guardare bene il mondo, con occhi nuovi, ci si rende conto che spesso sono le parole stesse ad essere una trappola e che non necessariamente parlare significa comunicare. Adattarsi quindi a “un altro ritmo” è una sfida che può aprire a nuovi orizzonti comunicativi.

È questa la storia di Un altro ritmo (In my shoes), cortometraggio diretto da Giancarlo Tovo, sceneggiato da Andrea Mattacheo, interpretato da Eugenio Allegri e Luisa Tamietto, e prodotto dalla Fondazione Carlo Molo ONLUS di Torino, impegnata sul fronte dell’afasia, insieme al Museo Nazionale del Cinema (Servizi Educativi), proseguendo dunque la felice collaborazione tra queste due ultime entità.
Si tratta di un lavoro che ha coinvolto un gruppo di persone afasiche, professionisti di cinema e collaboratori della Fondazione Molo, portando a realizzare un documento efficace e immediato, per comunicare al pubblico la condizione dell’afasia, non soltanto in termini clinici, ma in tutte le sue implicazioni umane ed emotive.

La presentazione in anteprima di Un altro ritmo è in programma come “evento speciale” dello Spazio Torino, all’interno del 31° Torino Film Festival, sabato 23 (ore 19.15) e domenica 24 novembre (ore 11.30) al Cinema Reposi 1 (Via XX Settembre), inserendosi da una parte tra le attività specifiche della Fondazione Molo, rivolte alle persone afasiche e alla sensibilizzazione del pubblico sulle tematiche legate all’afasia, in collaborazione anche con l’AITA Piemonte (Associazione Afasici Piemontesi), dall’altra facendo parte del ciclo di iniziative previste nell’àmbito del grande progetto Torino + Cultura Accessibile, ideato e realizzato dalla stessa Fondazione Molo per festeggiare i quindici anni della propria attività, e finalizzato alla resa accessibile della programmazione culturale in essere, e nello specifico agli spettacoli cinematografici e teatrali.
Tale progetto, lo ricordiamo, è stato presentato il 10 ottobre scorso, come avevamo anche ampiamente riferito nel nostro giornale. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Daniela Trunfio (Fondazione Carlo Molo), daniela.trunfio@fastwebnet.it.

L’afasia
Si tratta di una forma di disabilità che subentra in seguito a ictus, emorragia cerebrale o trauma cranico, colpendo la sfera del linguaggio parlato, compreso, letto e scritto, senza però che le lesioni subite alterino l’intelligenza e la sfera emotiva. Spesso le persone che ne sono affette letteralmente “scompaiono” a livello sociale e relazionale.

La Fondazione Carlo Molo ONLUS

Costituita da Maria Teresa Molo, ha sede a Torino e nasce come “associazione di ricerca”, con l’intento di applicare la ricerca scientifica al campo della psicologia cognitiva. Dal 2000 conduce tra l’altro il Progetto Afasia, attuando percorsi riabilitativi che si sviluppano secondo le più innovative ricerche internazionali nel settore.

La Federazione AITA (Associazioni Italiane Afasici)

Non ha scopi di lucro, ed è stata costituita sulla spinta delle sollecitazioni giunte da persone afasiche, da loro familiari e da professionisti (neurologi, psicologi, logopedisti, terapisti della riabilitazione) e volontari impegnati nella cura della persona afasica.
Le componenti locali della Federazione riguardano oggi dodici Regioni del nostro Paese (Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana e Veneto).