Due richieste precise al Presidente del Veneto

Che cioè la sede del Governo Regionale diventi realmente la “casa di tutti i veneti”, rendendola accessibile e che si sospenda quella Delibera prodotta nell’estate scorsa, che oltre ad essere in odore di incostituzionalità, rischia di produrre risultati devastanti sul fronte della domiciliarità delle persone disabili e anziane del Veneto. Lo chiedono in una lettera aperta al Presidente della Regione numerose persone con disabilità

Venezia, Palazzo Balbi

Palazzo Balbi a Venezia, sede della Presidenza e della Giunta della Regione Veneto

Sono sostanzialmente due le istanze che alcune persone con disabilità* del Veneto – a nome anche di molte altre – rivolgono in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità al presidente della Regione Luca Zaia, tramite una lettera aperta.
La prima di esse è tutto sommato abbastanza “semplice”, anche se finora nessuno sembra sia riuscito a risolvere il problema. Si tratta cioè di «rendere accessibile e raggiungibile il Palazzo del Governo Regionale di Venezia anche a noi rotanti, persone non deambulanti che si muovono in carrozzina. Oggi, infatti, Ca’ Balbi è raggiungibile solo via acqua con barche dotate di pedana elevatrice e il palazzo stesso è scarsamente accessibile. Una rampa sul ponte che collega la fondamenta con l’imbarcadero di San Toma’ e alcuni accorgimenti interni sarebbero sufficienti per rendere Palazzo Balbi veramente la “casa di tutti i veneti”, nessuno escluso».

L’altra richiesta fa riferimento a una questione già più volte affrontata anche dal nostro giornale, ovvero a quella discussa Delibera della Giunta Regionale del Veneto (n. 1338 del 30 luglio 2013), che ad esempio Giampaolo Lavezzo, già consigliere nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), aveva denunciato all’UNAR – l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio – presentando poi un esposto al Difensore Civico della Regione, con l’accusa di «negare i servizi socio sanitari, anche sotto forma di contributi economici, alle persone con disabilità ultrasessantacinquenni».
Proprio il Difensore Civico, tra l’altro, nei giorni scorsi aveva risposto sottolineando che quel provvedimento «non trova alcun presupposto nella legge n. 104 del 1992 e si palesa pertanto illegittimo, per violazione dell’articolo 3 della Costituzione».
Nella lettera aperta al Presidente della Regione, dunque, le persone firmatarie chiedono di «sospendere le procedure applicative previste dalla DGR 1338 del 30 luglio scorso, per il tempo strettamente necessario a modificarne i vari aspetti che possono avere dubbi di “illegittimità per violazione dell’art. 3 della Costituzione”, come per altro affermato in questi giorni dal Difensore Civico della nostra Regione. Se tale provvedimento, che rivoluziona completamente il sistema della domiciliarità per le persone anziane e disabili residenti in Veneto, fosse operativo dal primo gennaio prossimo, i risultati sarebbero devastanti». (S.B.)

*Rossano Besazza, Caterina Blascovich, Flaviano Gallo, Daniele Ghezzo, Giampaolo Lavezzo, Marina Marino, Anita Pirredda, Cinzia Pozzobon, Massimo Zin.

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