Per i diritti, “a muso duro”, nel nome di Bertoli

La campagna “I diritti non si pagano… ma costano”, lanciata qualche mese fa in Lombardia dalla LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), si concluderà il 5 dicembre a Milano con un grande evento musicale: un concerto di Alberto Bertoli, prevalentemente dedicato a ripercorrere i tanti successi del padre Pierangelo, indimenticato “grande combattente per la normalità”

Alberto e Pierangelo Bertoli

Alberto Bertoli “osservato” idealmente dal papà Pierangelo

Sarà un grande concerto, giovedì 5 dicembre a Milano (Auditorium del PIME – Pontificio Istituto Missioni Estere), che avrà per protagonista Alberto Bertoli, figlio dell’indimenticato cantautore Pierangelo, a chiudere la campagna I diritti non si pagano… ma costano, lanciata qualche mese fa dalla LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), per raccogliere fondi utili a sostenere il proprio Servizio Legale Antidiscriminatorio, ma anche per sostenere le associazioni e i coordinamenti locali che, sui territori, lavorano per offrire assistenza legale gratuita alle persone con disabilità.
Per parlare della bella iniziativa, ben volentieri ci affidiamo alle parole – e ai ricordi – di Franco Bomprezzi, che oltre ad essere direttore responsabile del nostro giornale, è anche presidente della LEDHA.

Un concerto, un momento di festa, di emozione, fortemente simbolico. L’ho voluto proprio io così, a conclusione di una campagna che la LEDHA ha condotto in questi mesi, per sensibilizzare le associazioni, le persone, le famiglie, attorno alla difficile tutela legale, quando le leggi non vengono applicate, quando la discriminazione si fa evidente e l’ingiustizia brucia.
Alberto Bertoli è il figlio di Pierangelo, un grande cantautore e un amico che mi manca, che ci manca, specie adesso. Ma Alberto è orgoglioso di suo padre e delle sue canzoni, e anche percorrendo un proprio percorso musicale (con la sua eccellente band rock), ha accolto con gioia la mia proposta di un concerto prevalentemente dedicato a ripercorrere i tanti successi del padre, canzoni che ancora adesso mantengono intatta la carica emotiva e l’attualità del messaggio.
Avverrà a Milano, in un bell’auditorium accessibile a tutti, quello del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere), giovedì 5 dicembre, al termine della Giornata Internazionale del Volontariato e due giorni dopo quel 3 dicembre che è dedicato nel mondo alle persone con disabilità.

Certo, sarà anche un momento per raccogliere fondi. Ce n’è bisogno, perché l’indipendenza della LEDHA, rete di circa duecento associazioni grandi e piccole della Lombardia, passa anche attraverso il bilancio, che non vive di grandi patrimoni a disposizione, ma del lavoro dei suoi esperti, della solidarietà dei volontari, della generosità dei cittadini.
Mai come adesso, che il welfare sta cambiando pelle, il ruolo delle associazioni di tutela come la LEDHA sta diventando fondamentale, perché a scuola, a casa, nella propria città, nel lavoro, accade troppo spesso che non sia sufficiente avere ragione, che non basti citare una legge, magari bellissima. Occorre combattere contro la mancanza di soldi, contro il conservatorismo delle burocrazie a tutti i livelli, contro le piccole e grandi prevaricazioni che in una società fortemente competitiva portano come conseguenza all’emarginazione, allo scarto, alla rinuncia.

Ma l’evento del 5 dicembre sarà soprattutto una grande occasione per ripensare ai nostri valori. Pierangelo Bertoli era un grande combattente per la normalità. Non voleva privilegi, non amava parlare, nelle sue canzoni, della disabilità. Allora, negli Anni Novanta, si diceva “handicappati”, senza che quell’aggettivo si fosse trasformato in sostantivo, appiccicandosi alle persone come uno stigma. L’handicap, quando ne parlavamo insieme, era solo lo svantaggio, quel gradino spesso invisibile che impediva a molti di fare le cose di tutti.
Oggi la situazione è cambiata, ma non abbastanza. Sento forte il bisogno di un ricambio generazionale, di giovani che prendano il posto alla guida delle Associazioni, portando idee, grinta, fatica, volontà. “A muso duro”, come cantava Pierangelo e come concluderà assieme a noi Alberto.

Direttore responsabile di «Superando.it» e presidente della LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità).

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@ledha.it.

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