Con il cuore e con la pancia

«La Consulta della Disabilità del Municipio IX (ex XII) di Roma – scrive Rosaria Uccello, che ne è la vicepresidente, riferendosi a una testimonianza pubblicata nei giorni scorsi dal nostro giornale – cerca di vigilare più che mai e di intervenire tempestivamente, prodigandosi “con il cuore e con la pancia”, per denunciare o per dare una mano ad affrontare ogni situazione riguardante le persone con disabilità e i loro familiari»

Ombra di persona con disabilitàL’Opinione intitolata Quell’episodio mai chiarito, pubblicata il 6 dicembre scorso da «Superando.it» a firma di Silvia Rosa, che nel raccontare un grave episodio vissuto dal fratello con disabilità in un Centro Diurno, ha chiamato direttamente in causa anche la nostra Consulta della Disabilità del Municipio IX (ex XII) di Roma, mi ha riportato indietro di un anno e mezzo, per cercare di capire.
All’epoca ero in Puglia, per un soggiorno di quindici giorni, in una terra tutta da godere, con un mare cristallino, come raramente se ne vede. Una telefonata molto allarmata di Luciana Gennari, presidente della Consulta, mi mise al corrente di quanto avvenuto al Centro Diurno di Via Gadda, precisando che, comunque, i Servizi Sociali si erano immediatamente fatti carico di quanto accaduto. È certamente intollerabile che accadano simili episodi ed è un gran dolore per la famiglia non riuscire a sapere come sono veramente andate le cose!

La nostra Consulta, quando può, cerca sempre di intervenire tempestivamente per denunciare o per dare una mano ad affrontare i problemi, evitando, tuttavia, di “incidere sulle ferite aperte”. In quel caso, le rassicurazioni dei Servizi Sociali ci spinsero in qualche maniera a credere che con il tempo la ferita causata da quel dolore – che le parole non possono attenuare – si sarebbe rimarginata. Ora capisco invece che in quell’occasione la Consulta non intervenne come forse i familiari si aspettavano.
Proprio per questo, noi, oggi, cerchiamo di vigilare più che mai, prodigandoci, come dice Luciana Gennari, «con il cuore e con la pancia», togliendo spazio e tempo alle nostre già problematiche famiglie.
E tuttavia, il fatto che, dopo così tanto tempo, un familiare abbia sentito l’esigenza di esternare insieme al proprio dolore anche un certo risentimento, testimonia di quanto sia difficile metabolizzare certi lutti e quanto siano splendide quelle persone che, profondamente colpite dalla sofferenza, la rielaborano aprendosi agli altri e lottando perché altri non debbano soffrire, così come, invece, è accaduto a loro.

Vicepresidente della Consulta della Disabilità del Municipio IX (ex XII) di Roma.

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