“Genitori in Campus” per le disabilità intellettive

E in particolare per la sindrome X fragile, ma anche per altre forme analoghe, alle quali è dedicato il progetto denominato appunto “Genitori in Campus”, promosso dall’Associazione Italiana Sindrome X Fragile, in rete con l’Associazione del Lazio Sindrome X Fragile, per valorizzare le competenze educative dei genitori e degli educatori. L’incontro inauguarale si è tenuto a Vitorchiano, in provincia di Viterbo

Logo dell'Associazione Italiana Sindrome X Fragile

Il logo dell’Associazione Italiana Sindrome X Fragile

Si è tenuto il 30 novembre scorso a Vitorchiano, in provincia di Viterbo, presso l’Aula Magna dell’Istituto Progetto Uomo (affiliato alla Pontificia Università Salesiana), l’incontro inaugurale del Progetto Genitori in Campus, iniziativa ideata dall’Associazione Italiana Sindrome X Fragile, in rete con l’Associazione del Lazio Sindrome X Fragile, voluta per valorizzare le competenze educative dei genitori e degli educatori di persone con la sindrome X fragile – una tra le più comuni disabilità intellettive di tipo ereditario – e con analoghe forme di disabilità intellettiva, in un’ottica di accompagnamento a una vita di qualità per chi è colpito da tali patologie.
La direzione scientifica del progetto è affidata ad Andrea Canevaro, docente di fama internazionale di Pedagogia Speciale, all’Università di Bologna, che ha dedicato la propria intera vita professionale a perlustrare ogni possibilità di reale inclusione sociale delle persone con disabilità intellettiva. La formazione legale, invece, sarà curata da Salvatore Nocera, vicepresidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e uno dei massimi esperti della legislazione italiana in tema di disabilità.
Attorno a Canovaro si è stretta l’aula di Vitorchiano, composta da genitori, pedagogisti, insegnanti, terapisti della riabilitazione, psicologi e neuropsichiatri, che si sono interrogati insieme sul senso del proprio intervento educativo nei confronti delle persone con disabilità.

Nello specifico di Genitori in Campus, si può dire, come già accennato, che gli obiettivi principali del progetto siano quelli di definire buone prassi negli interventi educativi a favore delle persone con disabilità, all’insegna di un lavoro cooperativo tra le varie figure educative che le affiancano.
In tale attività, saranno coinvolte le diverse realtà del Viterbese, chiamate a lavorare in rete, per un anno intero (il convegno conclusivo è previsto per l’11 ottobre 2014), allo scopo di realizzare un contesto inclusivo e denso di opportunità.

Moderato da Alessia Brunetti, vicepresidente dell’Associazione Italiana Sindrome X Fragile, l’incontro inaugurale ha potuto contare sulla presenza di Fabrizio Fersini, assessore ai servizi sociali del Comune di Viterbo, Nicolò Pisanu, preside dell’Istituto Progetto Uomo, Franco Bonsignori, presidente della Associazione del Lazio Sindrome X Fragile, Domenico Arruzzolo, presidente dell’Associazione Viterbo con Amore, Gilda Rush, neuropsichiatra dirigente del Servizio Interdistrettuale Disabile Adulto (SIDA) ed Elisa Berti Calabrò, presidente dell’Associazione Nidinsieme.
Sono intervenuti inoltre Gabriella Manca, consigliere nazionale referente per le Sezioni Territoriali dell’Associazione Italiana Sindrome X Fragile e Francesco Dessì, educatore professionale, che si sono soffermati sull’esperienza della Sezione Sarda della ONLUS, relativamente ai percorsi educativi con persone affette da sindrome X fragile e con le loro famiglie.
Da ricordare in conclusione che Genitori in Campus è patrocinato dal Comune di Viterbo e dalla Fondazione Carivit ed è svolto in paternariato con l’Istituto Progetto Uomo. Fondamentale, infine, anche il sostegno economico all’iniziativa arrivato dalla Fondazione Carivit e dall’Associazione Viterbo con Amore. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@xfragile.net.

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